Siria. I regolari siriani in arrivo ad Afrin per combattere i turchi

Bruno Cirelli
Febbraio 19, 2018

I dettagli dell'accordo fra i curdi e il governo di Bashar al-Assad non sono stati comunicati, le trattative erano ancora in corso nella notte, ma Damasco ha chiesto ai guerriglieri di consegnare le armi pesanti e insistito che nei posti pubblici venga esposta la bandiera nazionale siriana. D'altro canto Afrin è una città siriana, e lì l'esercito turco è un esercito invasore. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Lo scenario più catastrofico è invece legato al comportamento che la Turchia adotterà qualora l'esercito siriano dovesse davvero entrare in forze nella provincia che da un mese è sotto attacco, dall'aria e da terra.

Il ministro russo degli Esteri, Serghiei Lavrov, da parte sua ha spiegato: "Stiamo assistendo a un tentativo di usare i curdi in un gioco geopolitico, che non ha nulla a che fare con i loro interessi e invitiamo tutti coloro, che sono coinvolti in questi processi a fermarsi e iniziare a cercare compromessi".

Le forze armate turche hanno riferito che 1595 militanti sono stati neutralizzati durante l'operazione.

Tuttavia, in un conflitto che imperversa da sette anni, e che potrebbe offrire ai siriani l'occasione di impartire una dura lezione ad Ankara, e ai Turchi di realizzare una parte importante del progetto neo-ottomano di Erdogan, il quale nel 2016 rivendicò sostanzialmente le sue mire sulla siriana Aleppo, oltre che sull'irachena Mosul, non si può escludere che si arrivi a uno scontro aperto fra Siria e Turchia. Molti volontari europei, anche italiani, combattono nelle sue file.

Questione di ore e i militari regolari siriani arriveranno ad Afrin.

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