Prelievo forzato di ovuli, Antinori condannato a 7 anni

Bruno Cirelli
Febbraio 15, 2018

L'inchiesta era partita dalla denuncia dell'infermiera. I pm avevano invece chiesto una pena di 9 anni. Il ginecologo Severino Antinori è stato anche "interdetto dall'esercizio della professione medica" per "5 anni e 6 mesi". Altri quattro imputati sono stati condannati a pene fino a 5 anni e 2 mesi, e il tribunale ha anche deciso la confisca degli embrioni e ordinato che la clinica rimanga sotto sequestro fino alla sentenza definitiva. Carabetta è coimputato con Antinori per una presunta tentata estorsione in relazione a minacce al telefono a una coppia di clienti della clinica Matris per ottenere il pagamento di oltre 25mila euro per avere un figlio con la fecondazione assistita. Marcianò, uscendo dall'aula, ha commentato: "Questa è una sentenza vergognosa che punisce gli italiani, che sono perennemente puniti".

"Una sentenza oltremodo eccessiva che stravolge la verità dei fatti". Nel novembre scorso, tra l'altro, il gip Luigi Gargiulo aveva disposto l'imputazione coatta per calunnia per la giovane, decisione seguita alla denuncia presentata dai difensori di Antinori, gli avvocati Carlo Taormina, Gabriele Vitiello e Tommaso Pietrocarlo.

La 23enne infermiera spagnola, di origini marocchine, che accusò il ginecologo raccontò di essere stata immobilizzata, sedata e poi costretta a subire l'intervento. La versione di Antinori è differente: il ginecologo aveva accusato la donna di averlo "infangato ignobilmente" e aveva parlato anche di persecuzione. Nonostante ciò Antinori e la segretaria Bruna Balduzzi l'avrebbero "afferrata con la forza" e condotta in sala operatoria dove l'anestesista Antonino Marciano le avrebbe "messo un braccialetto verde al polso" per poi procedere con l'anestesia. L'infermiera avrebbe provato fino alla fine a evitare il prelievo, al punto tale da aver urlato, ma non ricorda più nulla di quanto accaduto dopo la puntura dell'anestesista.

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