È morto a Filottrano l'investitore di Scarponi

Rufina Vignone
Febbraio 15, 2018

Destino crudele - Ancor prima del tumore lo ha stroncato quel fardello insopportabile che lo tormentava dal 22 aprile scorso. Il cittadino di Filottrano era alla guida del furgone Iveco che, quella tremenda mattina, investì e uccise il ciclista 37enne in via dell'Industria, gettando nel dolore e nello sconforto parenti e tifosi. Il sogno dello scalatore marchigiano è quello di arrivare sul gradino più alto del podio, dopo la vittoria del 2011, ottenuta a tavolino grazie alla squalifica per doping dello spagnolo Contador. Il ciclista muore sul colpo.

"Non l'ho visto" - Giuseppe è disperato, non riesce a darsi pace e continua a ripetere: "Non l'ho visto, vi giuro che non l'ho visto".

"Abbiamo tutti pianto la perdita di Michele, rimarrà per sempre nella storia e nei ricordi di tutti i filottranesi per generazioni come un'icona ma c'è stata un'altra vittima quel tragico giorno - gli ha scritto qualcuno a Filottrano -". Ora il procedimento penale si concluderà con l'estinzione del reato per la morte del reo. Per lui il cardinale Edoardo Menichelli, ai funerali di Michele, aveva invocato "consolazione e pacificazione", chiedendo una preghiera anche per l'investitore che "porta nel cuore" il rimorso di aver "drammaticamente segnato la vita di Michele e della famiglia". Una tragedia troppo grande e triste che mi ha veramente scosso - aveva detto Fabio Aru, suo compagno all'Astana -. Dopo un periodo di ricovero all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, era tornato a casa perché non reagiva alle cure. I funerali verranno celebrati nella giornata di domani, dopodiché Giuseppe Giacconi verrà tumulato nel cimitero di Filottrano dove riposa anche Scarponi. Per imboccare insieme l'ultimo rettilineo prima del traguardo.

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