Ex Alcoa passa a Syder Alloys, investimento da 135 milioni di euro

Paterniano Del Favero
Febbraio 15, 2018

Come ho detto ai lavoratori di Alcoa, sarà superata la crisi quando uscirà il primo lingotto di alluminio dalla fabbrica di Portovesme. Dopo diverse trattative fallite, tra le quali quella con Glencore, il Mise ha proposto di mettere in campo Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, perché facesse da filtro tra la multinazionale dell'alluminio e potenziali acquirenti dell'impianto.

Arriva a conclusione, dunque, la procedura annunciata lo scorso 22 dicembre a Portovesme dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, alla presenza dell'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri e dell'amministratore delegato della Sider Alloys Giuseppe Mannina, oltreché del governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, degli assessori Maria Grazia Piras (Industria), Donatella Spano (Ambiente), Virginia Mura (Lavoro) e Cristiano Erriu (Urbanistica ed Enti locali); i parlamentari Francesco Sanna ed Emanuele Cani, i consiglieri regionali Pietro Cocco e Luca Pizzuto; il coordinatore del Piano Sulcis Salvatore Cherchi; e numerosi sindaci dei comuni del territorio.

Da oggi i riflettori pero' si sposteranno sul piano industriale che Sider Alloys dovra' presentare a Fim Fiom e Uilm. In più, il gruppo svizzero ha garantito la costruzione di un nuovo impianto per le vergelle che costerà circa 10 milioni di euro e trovato un accordo con Enel per la fornitura dell'energia elettrica. I lavoratori interessati sono in tutto circa settecento, quattrocento diretti e trecento degli appalti. Calenda ha prospettato anche un ruolo nuovo per Invitalia e per i dipendenti nella nuova società. Diciamo che abbiamo rimesso un po' in fila le cose: "dove tre anni fa c'era solo disperazione, oggi c'è fortissima speranza", così il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha commentato la firma con cui oggi Sider Alloys ha acquisito la proprietà degli impianti ex Alcoa di Portovesme.

La cessione è stata "resa possibile dalla tenacia dei lavoratori che oggi, come dal primo giorno della vertenza, presidiano lo stabilimento, deve dare la possibilità di rioccupazione a tutti i lavoratori, con tempi e modalità che saranno stabiliti dal confronto, che da settimane come Fiom stiamo sollecitando", spiega la Fiom. "Rimane da affrontare il tema degli ammortizzatori sociali per l'area di crisi complessa, oramai in scadenza per oltre 500 lavoratori il prossimo giugno - notano i metalmeccanici della Cgil - e che ha bisogno di una continuità per accompagnare il processo di riavvio della produzione di alluminio nel Sulcis".

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