Tar Lazio respinge ricorso operatori tlc contro bollette mensili

Paterniano Del Favero
Febbraio 14, 2018

È stato il Tar del Lazio a confermare che la fatturazione deve essere mensile e che le società avrebbero dovuto uniformarsi fin da giugno del 2017.

Il Tar del Lazio ha sospeso sino al prossimo ottobre i rimborsi che AGCOM aveva previsto in merito al sistema di fatturazione ogni 28 giorni. Oltre alla multa (1,16 milioni a testa) quelle delibere contenevano un meccanismo "ripristinatorio": lo storno dalla prima "bolletta" emessa con cadenza mensile di quanto pagato in più dagli utenti per i giorni "erosi" a partire dal 23 giugno. Per i clienti di questi operatori doveva arrivare anche un rimborso sulla prima bolletta corretta con fatturazione mensile.

La fatturazione mensile anziché a 28 giorni è stata poi introdotta per legge ed estesa anche ai contratti di telefonia mobile, con un nuovo termine di adeguamento concesso agli operatori fino all'aprile del 2018, prevedendo sanzioni in caso di ottemperanza. La decisione arriva dai giudici della terza sezione del Tribunale amministrativo, i cui giudici hanno respinto cinque ricorsi proposti da Wind Tre, Fastweb, Assotelecomunicazioni ed Eolo, Tim e Postemobile.

Si tratterebbe di una sospensione "in via cautelare" in quanto le società dei telefoni rischiano di farsi carico di un esborso multimilionario.

Ma cosa chiedevano le società?

Secondo gli operatori, l'obbligo di trasparenza verso i clienti sarebbe stato onorato in quanto sono state rilasciate a ogni singolo utente tutte le informazioni legate ai costi effettivi che vengono sostenuti ogni 4 o 8 settimane. Sempre secondo gli operatori, inoltre, l'articolo 79 comma 4 del Codice delle Comunicazioni definisce che una società ha diritto a cambiare i suoi prezzi.

Si fa quindi sapere: "Consideriamo il provvedimento estremamente positivo, dal momento che innumerevoli volte abbiamo sollevato tale problema, sia con le compagnie che con l'Autorità Garante, per cui finalmente abbiamo ricevuto una risposta soddisfacente, che tuteli i legittimi diritti degli utenti penalizzati da questa vera e propria beffa".

Difficile per i consumatori digerire il pronunciamento sul blocco dei rimborsi, dato che nel frattempo le compagnie telefoniche si sono date da fare per recuperare l'odioso aumento indiretto trasformandolo in un rialzo delle tariffe dell'8,6% e in alcuni casi abbassando in maniera proporzionale i servizi garantiti, come rivelato dal Salvagente.

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