Roma, boom di imprese straniere: Bangladesh e Romania conquistano la Capitale

Paterniano Del Favero
Febbraio 14, 2018

Roma è prima anche per aumento del numero di imprese straniere: +2.777 nel 2017. Il saldo 2017 è stato positivo di 396 unità: 1732 iscrizioni a fronte di 1336 cessazioni. Trattasi, nello specifico, della Liguria, del Veneto, della Toscana e della Regione Marche, così come in Emilia-Romagna ed in Toscana l'imprenditoria straniera ha permesso di bilanciare la forte contrazione che ha fatto registrare quella autoctona. Sono i dati che emergono dell'indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all'estero, con riferimento al 2017. Sono infatti 162 mila circa corrispondenti al 19% di tutte le imprese del settore su base nazionale.

Guardando ancora al 2017, il Lazio registra inoltre un tasso di crescita delle iniziative di stranieri del 4,3% ma si conferma solo la seconda regione più "attrattiva". Il numero in valore assoluto premia, invece, Roma, Milano e Torino. Per quanto riguarda i settori più rappresentati al primo posto c'è il commercio al dettaglio (circa 162mila imprese); al secondo posto i lavori di costruzione specializzati (109mila); al terzo i servizi di ristorazione (43mila). I principali settori economici risultano il Commercio (1.427 imprese straniere, 35,1% sul totale delle imprese straniere), le Costruzioni (1.244 - 30,6%), gli Alberghi e ristoranti (408 - 10,0%), l'Industria Manifatturiera (213, 5,2%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (161 - 4,0%) e le Altre attività di servizi (148 - 3,6%); il settore con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere (sul totale delle imprese attive) è quello relativo alle Costruzioni (25,5%).

Imprese straniere boom: Bangladesh e Romania alla conquista di Roma. Sempre a Roma si trova la comunità imprenditoriale rumena più estesa (il 15% del totale delle imprese guidate da cittiadini di quel paese).

I settori produttivi Tra le attività con la maggiore concentrazione di imprese di stranieri svettano le telecomunicazioni, dove l'incidenza è pari al 33,6% del totale (quindi oltre una su tre). Ma anche in altre province si assiste a significative concentrazioni di imprese di una data nazionalità: "A Napoli - evidenziano i dati dello studio - ha sede il 19,6% della comunità imprenditoriale pachistana, mentre la "capitale" dell'imprenditoria cinese in Italia è ormai a Milano, dove ha stabilito la propria sede l'11% di tutta la rappresentanza del Celeste Impero".

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