Parco dei Nebrodi: revocato incarico ad Antoci, no dei sindaci

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2018

"Il Presidente della Regione, attraverso la mia rimozione e il commissariamento del Parco mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta". Ventuno sindaci dei comuni dei Nebrodi, nel Messinese, la Fondazione Caponnetto e, eanche a dirlo, il senatore del Pd Giuseppe Lumia chiedono che non sia revocato l'incarico al presidente del Parco dei Nebrodi, provvedimento adottato dalla nuova giunta regionale siciliana guidata da Nello Musumeci. Antoci, intervistato, parla di "segnale urgente dato a qualcuno_ e ancora_ qualcuno ieri sera ha brindato, certamente non hanno brindato le persone perbene". Quale assetto di potere si è voluto ripristinare?

Abbiamo portato al centro dell'interesse turistico coloro che vengono in Sicilia a tal punto che nella stagione del 2017, su un campione di 44 differenti nazionalità, si è registrato un aumento esponenziale su tre mete principali: Taormina, Isole Eolie e Parco dei Nebrodi.

Oggi, il valore sotto il profilo del prezzo agli allevatori, per esempio per il suino nero dei Nebrodi, è notevolmente aumentato come si è notevolmente abbassato il livello dei furti e degli abigeati che gli stessi subivano e che, grazie ai controlli nel territorio, hanno ridato serenità alle aziende agricole.

La collaborazione con gli ordini professionali, come ad esempio con l'Ordine dei Geologi, ha consentito al Parco di creare un Centro Studi per il dissesto idrogeologico, esperienza sul piano nazionale effettuata solamente in Liguria, nelle Cinque Terre.

Sono risultati che, uniti alla forte vicinanza delle altre Istituzioni, Prefettura, Forze dell'Ordine, Società Civile e Associazionismo, hanno rappresentato un percorso che oggi si chiude con una semplice parola: GRAZIE. Se per alcuni la rimozione di Antoci rientra in una normale logica di mutamento dell'architrave dirigenziale, con tutti i fedelissimi di Crocetta alla porta, non può essere trascurata la storia recente che ha visto, e vede tutt'ora, proprio Antoci, insediatosi a ottobre 2013, in prima linea nella battaglia contro la criminalità organizzata che per decenni ha imperversato nella gestione dei terreni e dei fondi europei per l'agricoltura ed a cui il protocollo che porta proprio il nome dell'ormai ex presidente del Parco, ha inferto una storica batosta. Due anni fa ha subito un agguato e vive con la scorta. "Con questa scelta l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente". Fra le figure rimosse dall'incarico Giuseppe Antoci che, dopo l'attentato del 2016, era diventato uno dei volti antimafia della Sicilia e, politicamente, del Partito democratico.

A loro e alle loro Comunità va il mio sentito abbraccio, sono stati per me compagni di vita amministrativa, ma soprattutto amici.

Lo stesso presidente del Parco definisce "questi anni intensi a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione, di risultati".

Abbiamo insieme deciso, nel tempo, quale fosse la strada giusta da seguire e l'abbiamo scelta consapevoli dei rischi che correvamo. Antoci spera che il Paese possa ritrovare la serenità di un luogo "normale" senza infiltrazioni criminali.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE