Meglio vegani o vegetariani? In Italia più vegetariani e meno vegani

Barsaba Taglieri
Febbraio 14, 2018

Il rilievo di Eurispes fa però segnare un repentino cambio delle abitudini visto che nello stesso rapporto dello scorso anno l'impatto dei vegani sulla popolazione era addirittura triplicato: dall'uno al tre per cento. A metterlo nero su bianco è l'Eurispes, l'istituto di studi politici, economici e sociali che ha fotografato una realtà in veloce mutazione: coloro che continuano a scegliere di nutrirsi senza derivati animali di alcun tipo, sono ormai in netto calo, con cifre comprese fra i quattro e cinque milioni di persone: più o meno un italiano su cento, con un calo è di un terzo rispetto a quanto si registrava solo due anni fa, nel 2016, nel mezzo dell'esplosione della moda Vegana. Al contrario, stanno aumentando i vegetariani dai 18 anni in su.

La quantità di Italiani pentiti è altissima, tant'è vero che in Italia rimane una percentuale bassissima di fedelissimi che si attesta intorno allo 0,9%. Un ritorno a una visione più equilibrata dell'alimentazione: secondo Eurispes, il 30,3% degli italiani ritiene quella vegana una scelta estrema e radicale, insieme al 19,1% che ritiene questo stile di vita sia spesso accompagnato da fanatismo ed intolleranza. Secondo Elisabetta Bernardi, nutrizionista dell'Università di Bari i dati del rapporto Eurispes evidenziano come l'Italia abbia un atteggiamento saggio verso il cibo, merito anche della dieta mediterranea.

Nel borsino dell'alimentazione 'sana', diminuiscono i vegani e salgono i vegetariani, meno rigidi su ciò che si può e non si può mangiare. La carne è una componente importante dell'alimentazione umana, poiché fornisce proteine ad alto valore biologico, ferro e vitamina B12.

Decidono di diventare vegetariani/vegani perché convinti della salubrità di questa scelta soprattutto gli uomini (41,4%), questa motivazione spinge anche una buona fetta delle donne (36,7%). Questi ultimi mangiano i derivati animali e, a volte, pure il pesce.

Sui tavoli delle mense scolastiche i piccoli studenti di Roma troveranno presto anche menù vegani, vegetariani, bio e a chilometro zero. I vegetariani, in leggero aumento, sono saliti al 6%. Infine, ci sono anche i pesco-vegetariani che sono un po' più larghi di vedute: escludono solo animali terrestri. Supermercati e altri esercizi commerciali si sono infatti attrezzati per saper rispondere alle nuove esigenze alimentari dei consumatori, ma le cose sembrano complicarsi fuori dalle mura domestiche. La loro alimentazione è vegetariana in senso stretto, e cioè prevede solo l'assunzione di cibi di origine vegetale. I motivi del crollo dei vegani in Italia, oltre ad una scelta personale derivata dalla necessità di tornare ad una dieta più varia e bilanciata, potrebbe derivare dalle difficoltà che i vegani affrontano soprattutto quando sono lontani da casa, ad esempio durante un viaggio o in occasione di eventi, durante i quali trovare cibi totalmente vegani risulta un'impresa.

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