Inquinamento, Germania lo combatte con mezzi pubblici gratis. E l'Italia?

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2018

Lo ha detto il portavoce dell'esecutivo Steffen Seibert, in conferenza stampa, a proposito della lettera inviata dal ministero del'Ambiente tedesco a Bruxelles, sulla possibile sperimentazione in 5 città dei mezzi pubblici gratuiti.

Una proposta che ha anche lo scopo di lasciarsi alle spalle lo scandalo del 'dieselgate', che ha scosso l'industria dell'auto tedesca, ed è contenuta in una lettera inviata da tre ministri di Berlino, inclusa la responsabile dell'ambiente Barbara Hendricks, al commissario europeo all'Ambiente, il maltese Karmenu Vella. "Siamo pronti a fare dei passi", ha affermato Seibert rispondendo a una domanda in conferenza stampa.

Difficile pensare che nel breve possa essere davvero messa in pratica l'idea di rendere gratuiti metro e bus di Bonn, Essen, Reutlingen, Mannheim e Herrenberg per testare gli effetti sul traffico. In Germania, per esempio, il governo federale e i Laender stanno prendendo in considerazione la possibilità di rendere gratuiti i mezzi pubblici.

Alcuni però hanno espresso qualche perplessità. "Ci aspettiamo una spiegazione chiara su come il trasporto gratis sarà finanziato", avverte invece Helmut Dedy, presidente della Deutscher Städtetag, equivalente teutonico dell'Anci. La Germania è uno degli otto stati europei, insieme a Francia, Italia e Spagna, che non ha riportato entro il termine del 30 gennaio le emissioni di diossido di azoto e polveri sottili nei limiti previsti dagli standard comunitari, violazione che può costare salate sanzioni economiche. La Germania vorrebbe anche limitare le emissioni nocive per i veicoli di trasporto merci, incentivare l'uso comune delle vetture private, creare zone a basse emissioni e promuovere la rottamazione.

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