Genitori anziani, Cassazione conferma adottabilità della bimba

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2018

Secondo la sentenza, il padre è risultato "totalmente dipendente dai desideri della moglie chiusa in un processo narcisistico". Tutta la vicenda, peraltro, trasse origine dalla denuncia di alcuni vicini che al momento del trasloco la bimba di appena 35 giorni sarebbe stata lasciata incustodita nel seggiolino dell'auto: indizio pesante ma infondato, visto che in tribunale la coppia venne assolta dall'accusa di "abbandono di minori". Nella decisione, gli ermellini hanno tenuto conto non tanto del singolo episodio dell'abbandono in auto: pur non presentando "caratteristiche di emarginazione sociale, culturale ed economica" e pur avendo collaborato con le "indicazioni" dei servizi sociali, i magistrati hanno riportato "valutazioni tecniche", emerse nei giudizi di merito, "univocamente negative in ordine all'idoneità genitoriale".

"Dopo una complessiva valorizzazione e valutazione degli elementi raccolti - conclude la Cassazione - siamo di fronte ad un nucleo incensurabile". Per la complessità della vicenda, la Suprema Corte ha compensato le spese di giudizio tra i genitori "anziani" e il tutore provvisorio della bimba. Poche parole, dal tono molto amareggiato, quelle del padre, oggi settantenne, raggiunto telefonicamente nell'abitazione di Mirabello, dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato l'adottabilità della bimba. A sostegno dei genitori di Mirabello Monferrato (a pochi chilometri da Casale Monferrato) era stata creata, tempo fa, la pagina Facebook 'Ridate la figlia alla famiglia Deambrosis'. Il sindaco Mauro Gioanola aveva anche promosso, con altri comuni della zona, una petizione con raccolta firme consegnata all'avvocato romano Adriana Boscagli, che segue la coppia, per farla arrivare alla Cassazione. La Cassazione ha confermato l'adottabilità della bambina, in quanto la coppia è stata ritenuta "incapace di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici della figlia". I giudici infatti hanno rigettato il ricorso della coppia contro la sentenza della Corte d'Appello di Torino. "Questi ultimi hanno pagato lo scotto della insopportabile lungaggine burocratica del processo minorile".

Il Pg della Cassazione Francesca Ceriani aveva sostenuto che il fatto che la bimba "sia stata adottata non può ottenere tutela perché si tratta di una situazione la cui genesi non è legale". "I legami di sangue non possono essere cancellati da errori o lungaggini burocratiche o da pregiudizi".

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