Firenze, Minniti firma il patto sulla sicurezza: più agenti in città

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2018

"Cosa c'entrano i principi della Costituzione si è chiesto il ministro Minniti - con l'aggressione brutale a quel carabiniere a Piacenza che era solo caduto per terra?" Che "è in decadenza" ma che "continua ad essere fondamentale" per l'Europa, ha ricordato il ministro. "A me non interessa la carta d'identità del killer, ma che stia in galera e che ci resti". "La risposta dei tredici equipaggi è una risposta a breve periodo, rafforzando in maniera significativa gli organici di Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a Firenze". Ancora più duro Renzi: "Noi che rivendichiamo i valori antifascisti diciamo con forza e determinazione che chi durante una manifestazione picchia un carabiniere non è un antifascista, ma un criminale". Atteso dalle massime autorità cittadine, dai vertici della Magistratura e delle Forze dell'ordine, il ministro, accompagnato dal prefetto Alessio Giuffrida, è arrivato in aereo a Firenze, dove lo attendono anche altri appuntamenti elettorali. Per quanto riguarda le varie tipologie di illecito, Firenze è al quarto posto a livello nazionale per furti totali e negli esercizi commerciali. "Vedremo nelle prossime settimane se questo patto firmato oggi avrà portato a un'inversione di tendenza". "Senza questo provvedimento basilare ogni azione risulta inefficace ed anche l'aumento delle pattuglie nelle città rischia di non produrre risultati tangibili". "Fratelli d'Italia al governo - conclude Donzelli - farà in modo che gli immigrati che delinquono in Italia vengano rimpatriati immediatamente e scontino la pena nel loro paese".

"Questo patto apre una nuova fase, che ci consente di essere più incisivi, con più strumenti", il commento del sindaco Dario Nardella. E il sindaco è stato accontentato, con più agenti di polizia, più telecamere, più illuminazione.

"Noi sappiamo perfettamente che è importante avere una presenza più significativa di forze dell'ordine sul territorio".

Anche dai movimenti della politica si solleva il problema: "Nell'esprimere piena solidarieta' agli agenti aggrediti dell'hotspot di Contrada Milo (Trapani) mentre cercavano di arginare la fuga di una sessantina di immigrati, chiediamo di cambiare le regole d'ingaggio nella gestione dell'ordine pubblico", dichiarano in una nota congiunta Nicola D'Aguanno e Fabio Sabbatani Schiuma, rispettivamente commissario provinciale e segretario nazionale di Riva Destra, movimento nato dallo storico primo circolo di Alleanza Nazionale.

L'unica vera 'sicurezza', di cui c'è bisogno, è di un lavoro sicuro e dignitoso, di servizi sociali efficienti e per tutti, di sanità pubblica gratuita e di qualità, di una casa dignitosa, di una scuola che non formi i nuovi schiavi di domani.

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