Dj Fabo, Corte: atti processo a Consulta

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2018

Ultime notizie: oggi la sentenza della Corte d'Assise di Milano, i giudici inviano atti alla Consulta per l'analisi della Corte Costituzionale 14 febbraio 2018 - agg.

Sul banco degli imputati, oggi pomeriggio, ci sarà Marco Cappato.

"Piuttosto che essere assolto per un aiuto giudicato irrilevante, mentre è stato determinante, preferirei essere condannato", ci aveva raccontato poche ore prima del verdetto dei giudici, Marco Cappato, seguito dai legali Massimo Rossi e Francesco Di Paola.

La decisione di lasciar valutare alla Consulta la legittimità della legge, secondo l'Associazione Luca Coscioni è "un'occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell'epoca fascista" e consentire alle "persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibili con sofferenze, di ottenere legalmente l'assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera".

Intanto, Marco Cappato, in attesa della sentenza, continua a portare avanti la sua battaglia sul "fine vita". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

L'esponente radicale e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, accusato di aver favorito il suicidio di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, diventato cieco e tetraplegico dopo un grave incidente d'auto. "Da più di due anni sono bloccato a letto immerso in una notte senza fine".

27 febbraio 2017: Alle 11 e 40, pochi secondi dopo avere morso un pulsante che ha immesso nel suo corpo un liquido letale, Fabiano Antoniani muore nella clinica svizzera Dignitas. La sua prima richiesta, infatti, era l'assoluzione per il leader radicale.

Per Cappato era stata chiesta l'archiviazione da parte dei pm, ma il gip aveva disposto l'imputazione coatta. L'esponente radicale chiese però il processo immediato, facendo saltare così la fase di udienza preliminare. La data d'inizio del processo viene fissata all'8 novembre. Ma Cappato potrebbe anche essere assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato.

"I pm avevano chiesto l'assoluzione del'imputato e, in subordine, proprio l'eccezione di legittimità costituzionale", ha ricordato Ilio Mannucci Pacini, presidente della prima Corte d'Assise di Milano.

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