Traffico di rifiuti tra Puglia e Africa-Medio Oriente, in arresto tre imprenditori

Bruno Cirelli
Febbraio 12, 2018

I rifiuti erano prevalentemente destinati in Iran, Libia, Egitto, Giordania, Afghanistan, Togo, Somalia, Iraq, Nigeria e atri Paese di Africa e Asia. E' in corso dalle prime ore dell'alba un'operazione condotta dai Carabinieri forestali del Gruppo di Bari, in esecuzione di un'ordinanza cautelare emessa dal gip di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese, a conclusione di una difficile indagine su un traffico organizzato transfrontaliero di rifiuti pericolosi e non. Altre sette persone sono indagate.

In pratica, i soggetti indagati utilizzavano i rispettivi complessi aziendali (beni, mezzi e persone) per cannibalizzare i veicoli fuori uso (costituenti rifiuto) mediante il taglio a pezzi degli stessi, così ottenendo parti di essi che venivano esportati tal quali, dichiarandoli falsamente come parti di ricambio, ossia non rifiuto, ma costituenti in realtà ancora rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, poiché commercializzati senza essere stati sottoposti alle operazioni di trattamento ossia bonifica e messa in sicurezza presso un centro di demolizione autorizzato.

L'esportazione illegale interessava anche parti di veicoli fuori uso (cabine, assali, pneumatici, serbatoi, motori, alberi di trasmissione, semiscocche, tettucci, marmitte, impianti frenanti) in ingenti quantità, anch'essi rifiuti speciali pericolosi, mai sottoposti alle operazioni di trattamento previste (messa in sicurezza, demolizione, pressatura, tranciatura, frantumazione, recupero o preparazione per lo smaltimento).

Avrebbero esportato illegalmente circa 3.500 tonnellate di rifiuti pericolosi e non, tutti pezzi di auto fuori uso, per un valore accertato di profitti illeciti pari a oltre 1,7 milioni di euro. Un volume d'affari rilevante, quello raggiunto dalla presunta organizzazione, e disturbato dalle indagini dei Forestali tanto da indurre uno degli indagati a dire, in una delle conversazioni intercettate: "Uccidi il Forestale". Per questo tre imprenditori, Domenico Cassetta di Andria, Domenico Montaruli di Ruvo di Puglia e l'egiziano Deyab Ashraf, sono stati arrestati dai carabinieri forestali del Gruppo di Bari.

Alle misure personali si aggiungono il sequestro di quattro aziende site in Palo del Colle, Ruvo di Puglia e Andria oltre a diverse decine di mezzi pesanti ed al sequestro per equivalente di beni per un totale di oltre un milione e settecentomila euro.

L'indagine, ha sottolineato in conferenza stampa il Comandante Regione dei Carabinieri Forestali, Giuseppe Silletti, testimonia l'impegno a 360 gradi dei Forestali sul tema dei rifiuti e della tutela dell'ambiente, che si estende dal 'micro' fenomeno dell'abbandono dei rifiuti nelle campagne a quello, appunto, dei traffici transnazionali.

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