Scelto il nuovo volto del "bimbo Gerber", ha la sindrome di Down

Barsaba Taglieri
Febbraio 12, 2018

Il suo viso di spokesbaby dell'anno apparirà su tutti i canali tematici e sociali della Gerber, sulle pubblicità e sulle innumerevoli campagne.

Una scelta, quella dell'azienda americana, fatta tra oltre 140 mila foto di bambini inviate dai genitori.

Persino Ann Turner Cook, oggi 92 anni, la donna che è stata per 91 anni il volto disegnato su ogni barattolino Gerber ha voluto fare pubblicamente le proprie congratulazioni: "Non c'è onore più grande di rappresentare i bambini del mondo - ha scritto ai genitori - sono felice di partecipare alla celebrazione di Lucas". Cosa ha di speciale Lucas? "Ogni anno scegliamo il bambino che meglio esemplifica il patrimonio storico di Gerber per dimostrare che ogni bambino è un bambino Gerber, e quest'anno, Lucas è stata la scelta perfetta", ha commentato Bill Partyka, presidente e CEO di Gerber in un comunicato stampa. In questo modo Lucas ha conquistato la giuria del Gerber Baby's Photo Contest, il concorso fotografico che ogni anno negli Stati Uniti assegna un nuovo volto alle confezioni di prodotti per bambini.

Ai genitori vanno 50 mila dollari di premio, ma soprattutto - come hanno sottolineato mamma Cortney e papà Jason - una piattaforma per continuare a diffondere la conoscenza della sindrome di Down.

La vittoria di Lucas trasmette un importante segnale di inclusione sociale verso tutti i bambini. Mai avrebbe pensato che il suo piccolo avrebbe sbaragliato la concorrenza, diventando il primo testimonial Gerber con la sindrome di Down.

Ricordiamo che la sindrome di Down è un'anomalia cromosomica che si manifesta attraverso diversi sintomi congeniti: le persone affette sono caratterizzate da una copia in eccesso del cromosoma 21 e possono manifestare sintomi fisici e disabilità intellettive.

Questa sindrome non può essere curata, anche se un approccio integrato impostato fin dai primi mesi di vita permette di favorire un buon sviluppo delle capacità di base, permettendo di condurre una vita serena e produttiva. Con opportuni interventi solo pochi pazienti arrivano a presentare una disabilità intellettiva grave. Negli ultimi decenni l'aspettativa di vita è aumentata significativamente, passando dai 25 anni del 1983 ai 60 e più attuali.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE