Marina militare turca ferma piattaforma Eni in viaggio verso Cipro

Bruno Cirelli
Febbraio 12, 2018

Lo ha detto il presidente cipriota Nicos Anastasiades, sul caso della piattaforma Eni il cui viaggio verso una zona di trivellazione è stato fermato dalla Marina turca. Da allora, hanno aggiunto le fonti, Nicosia è in continuo contatto con i ministeri competenti del governo italiano e con l'Eni. Il problema, è sempre lo stesso da qualche anno: qualsiasi nuovo giacimento scoperto nelle acque di Cipro, secondo le politiche di Erdogan, andrebbe condiviso con il governo filo-turco al potere nel settore settentrionale dell'isola di Cipro (la Turchia occupa militarmente la zona nord di Cipro dal 1974). Come ha ribadito Ankara che, ieri, per voce del suo ministero degli Esteri è tornata a criticare Nicosia per le esplorazioni di idrocarburi al largo delle sue coste definendole "unilaterali". A modo di vedere di Cavusoglu, "i turco-ciprioti sono co-proprietari dell'isola, e hanno diritti inalienabili sulle risorse naturali presenti da quelle parti".

Da Nicosia si cerca intanto di rassicurare. Secondo quanto spiegato dal ministro, i primi annunci potrebbero arrivare già nel corso della prossima settimana.

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