Tari 2018 e fabbisogni standard: ecco le linee guida del MEF

Paterniano Del Favero
Febbraio 11, 2018

Di seguito nel dettaglio le linee guida pubblicate dal MEF sul proprio sito l'8 febbraio 2018 che chiariscono come inserire i fabbisogni standard nel calcolo della Tari.

Il Dipartimento delle Finanze del MEF ha pubblicato le linee guida relative alla quantificazione della TARI per il 2018. Una "dimenticanza" che aveva sollevato notevoli dubbi; così, la soluzione adottata dalle Linee guida è semplice: gli standard devono essere tenuti in considerazione in modo "generico".

Innanzitutto è necessario ricordare che la tassa sui rifiuti (la Tari, appunto) è diretta a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e per legge deve coprire integralmente questi costi (di investimento e di esercizio), ad esclusione di quelli relativi ai rifiuti speciali - alla cui gestione provvedono a proprie spese i relativi produttori.

La Legge di Bilancio 2018 non ha prorogato l'entrata in vigore della norma che prevede, per i comuni, l'obbligo di avvalersi delle risultanze dei fabbisogni standard per il calcolo dei costi del servizio di smaltimento rifiuti e della Tari.

Nelle linee guida pubblicate l'8 febbraio 2018 il MEF chiarisce che le risultanze dei fabbisogni standard a cui fa riferimento il comma 653 non sono quelle attualmente reperibili sul sito internet "OpenCivitas", bensì quelle contenute nella Tabella 2.6, allegata alle linee guida, che riporta informazioni utili per poter ottemperare a quanto previsto dalla nuova disposizione.

Le Linee Guida sanciscono, inoltre, che l'articolo 1 comma 653 non trovi applicazione nei confronti dei Comuni delle Regioni a Statuto speciale dato che l'elaborazione dei fabbisogni standard è prevista per legge solo per le Regioni a Statuto Ordinario. Il parametro più rilevante per definirlo, sottolineano dal Mise, è la stima del costo medio nazionale di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti - corrispondente a 294,64 euro - rispetto alla quale il costo standard di riferimento di ogni comune può discostarsi, verso l'alto o verso il basso, in ragione di varie caratteristiche che il dipartimento delle Finanze si è preso la briga di elencare.

Ed è in base al confronto tra fabbisogno standard e costi di gestione del servizio di smaltimento rifiuti che il MEF suggerisce ai comuni di valutare l'andamento della gestione del servizio e, sulla base dei risultati, intraprendere iniziative necessarie per la determinazione della Tari.

Le "Linee guida interpretative per l'applicazione del comma 653 dell'art". 1 della legge n. 147 del 2013.

Ma quali sono le componenti del costo standard? Rimani aggiornato diventando un FAN della nostra pagina facebook.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE