Jill Messick Morta: suicida la produttrice del "Caso Weinstein"

Ausiliatrice Cristiano
Febbraio 11, 2018

La famiglia ha ricordato che Rose era stata una delle sue prime clienti e nel 1997 aveva ricevuto il compito di organizzare un incontro tra l'attrice e Weinstein per parlare di lavoro. Si è scagliata non solo contro il suo aggressore ma anche contro molte altre persone.

E' stata proprio Rose McGowan ad accusare la Messick, oltre ad altri assistenti del produttore, di complicità e di silenzio. La donna, che da tempo soffriva di disturbi bipolari e depressione, si è tolta la vita.Il nome della Messick negli ultimi mesi era stato tirato in ballo, pubblicamente, nell'ormai noto caso di molestie sessuali che ha travolto il tycoon americano. Fu l'attrice stessa, anni dopo, ad accusarla di non averla aiutata in quel frangente tanto delicato.

"Vedere il suo nome nei titoli, più e più volte, come parte del tentativo di una persona di ottenere maggiore attenzione per la sua causa personale e nel disperato tentativo compiuto da Harvey per difendersi è stato per lei qualcosa di devastante", si legge in un comunicato diffuso dalla famiglia. Il tentativo di aiutare Rose McGowan. Cinquantanni, produttrice, dirigente di uno studio ed ex manager di Rose McGowan, la sua grande accusatrice. Sono i suoi familiari, oggi, a farlo al suo posto. "Non ha mai scelto di essere una figura pubblica, quella scelta le è stata portata via". "Jill riconobbe che Harvey aveva fatto qualcosa di disdicevole se non illegale a Rose e ne parlò con i suoi superiori all'agenzia, i quali dissero che avrebbero gestito la situazione". Il successivo accordo tra Rose e Harvey che venne negoziato in seguito venne fatto senza che Jill lo sapesse. "Ciò che sapeva era che la questione era stata risolta e che Rose continuava a fare film con Weinstein".

Voleva restare lontana dallo scandalo.

. Da qui l'ultimo appello della famiglia ai media: "Esiste una responsabilità quando si utilizza una piattaforma per denunciare criminali, predatori, non verità e fatti ignobili nel proteggere la verità di terze parti". Il comunicato ricorda che Jill aveva subito deciso di agire per difendere l'attrice da comportamenti inappropriati e si conclude sottolineando: "Non dobbiamo dimenticare una verità semplice: le parole hanno potere".

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