Cori inneggiano alle foibe: Macerata diventa un caso

Bruno Cirelli
Febbraio 11, 2018

Da Torino a Roma hanno manifestato gruppi neofascisti come Forza Nuova e CasaPound.

Agenpress. Un gruppo di manifestanti ha intonato un coro inneggiando alle Foibe cantando "ma che belle son le Foibe da Trieste in giù". A Modena, invece, davanti il circolo di estrema destra "Terra dei padri" è comparso lo striscione: "Maresciallo noi siamo con te, meno male che Tito c'è". Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ieri ha partecipato alle celebrazioni del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza, commentando quanto avvenuto a Macerata. Per la presidente del Fvg "è agghiacciante che, proprio nel Giorno del Ricordo, qualcuno abbia il coraggio di esibire approvazione per un massacro". A Macerata è così risuonato il ritornello, sulle note della celebre canzone di Raffaela Carrà, "Ma che belle le foibe da Trieste in giù".

Accanto a loro sventolano le bandiere dell'Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell'Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo e di alcune associazioni di migranti. A conclusione delle manifestazioni, la DIGOS di Torino ha tratto in arresto un appartenente all'area antagonista resosi responsabile di resistenza a pubblico ufficiale, consumata all'atto di un tentativo non riuscito di forzatura di uno degli sbarramenti predisposti tra gli opposti schieramenti predisposti. E che ha dimostrato il motivo per il quale la sinistra antifascista si è riunita nella città marchigiana: sputare ancora una volta sul tricolore, dimenticando - peggio: esaltando - la tragedia di una ragazza fatta a pezzi per mano straniera mentre "sfrutta" il gesto di un folle per la sua bieca propaganda.

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