Mps, perdita gruppo 2017 a 3,5 mld, deteriorati stabili a 45 mld

Paterniano Del Favero
Febbraio 10, 2018

Per l'esercizio 2017 la perdita consolidata della banca ammonta a 3,5 miliardi, in crescita rispetto ai 3,2 miliardi di rosso del 2016. In calo del 6% i ricavi complessivi, pari a 4.026 milioni di euro, per la flessione del margine di interesse (-11,5% a 1.788 milioni) e delle commissioni nette (-14,3% a 1.577 milioni), solo parzialmente compensata dalla crescita del risultato netto della negoziazione e delle attività/passività finanziarie, influenzata dagli effetti positivi del burden sharing.

Sulle seconde incidono in particolare la "contabilizzazione del costo della garanzia governativa sulle emissioni del primo trimestre e dei minori proventi derivanti dal comparto del credito", e i minori proventi sui servizi di pagamento dopo la cessione del ramo di merchant acquiring il 30 giugno 2017. Il margine di interesse risulta pari a 415 milioni e risente soprattutto della riduzione degli interessi sui crediti deteriorati. "Il processo di ristrutturazione della banca è durato più a lungo di quanto ci attendessimo, ma alla fine lo abbiamo completato" ha detto l'Ad di Mps, Marco Morelli. Nell'ultimo trimestre dell'anno i costi operativi si sono attestati a 651 milioni, mentre nel complesso del 2017 sono risultati pari a 2,5 miliardi, in calo del 3% rispetto all'anno precedente. I crediti verso la clientela si sono invece attestati a 86,5 miliardi di euro, in riduzione di 20,2 miliardi di euro rispetto a fine dicembre 2016 e di 4,6 miliardi di euro sul 30 settembre 2017.

A fine 2017 il common equity tier 1 ratio era al 14,8% (8,2% nel 2016) ed il total capital ratio al 15% (da 10,4%).

Stabili i principali indicatori di asset quality (pro forma per il portafoglio in via di dismissione di 24,2 miliardi): 'gross npe ratio' al 21,4%, 'net npe ratio' al 12%.

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