Vaccini, l'appello dei medici: "No alle strumentalizzazioni politiche"

Barsaba Taglieri
Febbraio 9, 2018

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca che ha valutato l'impatto economico e sanitario dei vaccini per 10 malattie in 14 Paesi in via di sviluppo.

Dai medici arriva un appello forte alla politica perché il tema delle vaccinazioni resti fuori dalla contesa elettorale. Qualche giorno fa, infatti, dall'amministrazione guidata dal sindaco Virginia Raggi è arrivata una mozione che chiede di rispettare la continuità didattica per tutti gli alunni non ancora vaccinati. "Ora, stando agli ultimi dati e aggiungendoci i bimbi che non rispondono ai sieri, nella fascia d'età 0-6 anni siamo a quota 85%-86%". Ne è seguita la reazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Il decreto vaccini che non consente l'ingresso a scuola dell'infanzia ai bambini non vaccinati è fatto per proteggere proprio i più deboli, quelli troppo piccoli per essere vaccinati e quelli che per patologie varie non possono essere vaccinati". La nostra analisi ha indicato che i benefici attraverso questi vaccini si accumulano principalmente nei settori di reddito più bassi. Il Board chiarisce che l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso a scuola si è resa necessaria proprio per "la continua disinformazione e l'incomprensibile attacco che le vaccinazioni hanno subito", con conseguente abbassamento delle coperture vaccinali, senza le quali è impossibile garantire la protezione da malattie pericolose, "che spesso provocano eventi epidemici, come avvenuto lo scorso anno con quasi 5mila casi di morbillo notificati nel nostro Paese".

Le modalità organizzative adottate a seguito delle linee guida ministeriali, sottolineano ancora i quattro rappresentanti del Board, prevedono che i bambini possano continuare a frequentare le strutture scolastiche se hanno una prenotazione presso l'ambulatorio vaccinale: il diritto all'istruzione, pertanto, "è salvaguardato", anche per i bambini da 0 a 5 anni.

Medici e pediatri tornano dunque a ribadire l'importanza delle vaccinazioni.

Francia, Villani, Chiamenti e Scotti ricorrono quindi a qualche numero, a supporto delle loro affermazioni, ricordando che il rischio di encefalite dopo vaccinazione contro il morbillo è uguale a quello base di tutta la popolazione, mentre quello di un bambino o di un adulto che contrae il morbillo è da 1.000 a 2.500 volte più alto. I vaccini, si legge nel testo, "non sono oggetto di scelte "democratiche" ma "uno strumento medico al servizio del bene della collettività, come lo sono gli antibiotici e i farmaci anti-tumorali". I responsabili politici dovrebbero essere informati circa il grande effetto di distribuzione economica e di salute che i vaccini potrebbero avere, e dovrebbero vedere le politiche di vaccinazione come canali potenzialmente importanti per il miglioramento della salute. "Riteniamo - conclude il comunicato - che si sia perso il senso della misura: si lasci alla scienza" stabilire indicazioni e misure da adottare "per incrementare e difendere il livello eccellente di salute che nel campo delle malattie".

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