Migranti, affonda un gommone nel Mediterraneo: tre donne morte

Bruno Cirelli
Gennaio 30, 2018

Otto persone, di cui sei bambini in gravi condizioni "con i polmoni pieni d'acqua", sono stati portati in ospedale e una donna è morta nella struttura dove era stata portata d'urgenza. I migranti sono stati soccorsi da unità della stessa Guardia costiera e della Guardia di finanza; uno di loro, con forti dolori al torace, è stato trasportato d'urgenza in ospedale. "Abbiamo affrontato un salvataggio molto critico - conferma Klaus Merkle, capo delle operazioni a bordo della Aquarius - quando i nostri mezzi sono arrivati il gommone era già sgonfio da un lato e c'erano persone in acqua".

"La scena era devastante - è il racconto di uno dei medici - arrivavano a bordo molti casi gravissimi, uno dietro l'altro, persone incoscienti e che non respiravano piu".

Per la Aquarius quella di ieri è stata una giornata durissima. Attendendo così il procedere delle onde, sono riusciti a intervenire solo in seguito, quando ormai era difficile recuperare immediatamente i superstiti caduti dal gommone in questione.Nonostante queste difficoltà, nel giro di 24 ore si è riusciti a salvare la bellezza di 800 persone. Sulla Aquarius è rimasto il figlio della donna morta a Sfax, un bimbo di appena 6 mesi, uno dei tre neonati recuperati in quel naufragio. La Guardia Costiera libica, infatti, ha frenato le operazioni dell'Aquarius, impedendo così un'iniziale operazione di soccorso. "Tre barche alla deriva con circa 700 persone a bordo, in un'area di 265 miglia marine, come la distanza tra Madrid e Valencia - dice polemico il fondatore di Proactiva Oscar Camps - navigando a 21 miglia all'ora". Molti sopravvissuti erano disorientati e confusi per aver inalato il carburante che si era disperso all'interno del gommone. I fari della Aquarius sono stati accesi e puntati verso l'imbarcazione.

"Il diritto marittimo internazionale prevede che le persone soccorse in acque internazionali siano accompagnate in un porto sicuro. Proseguiremo nella nostra missione e rinnoviamo il nostro appello agli Stati europei a mettere in atto azioni concrete per porre fine a queste tragedie", ha dichiarato Valeria Calandra, Presidente di SOS MEDITERRANEE Italia.

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