Usa: Cina e Sudcorea contro dazi su pannelli solari e lavatrici

Bruno Cirelli
Gennaio 23, 2018

Si tratta di una decisione che prende le mosse dalle raccomandazioni della Us International Trade Commission, secondo la quale l'aumento delle importazioni di danneggia i produttori nazionali.

Ieri notte l'amministrazione ha fatto scattare un drastico giro di vite soprattutto contro Pechino e Seul, penalizzando l'import di lavatrici e di pannelli solari, imponendo dazi del 30% sulle importazioni di pannelli solari negli Stati Uniti. "L'azione del presidente chiarisce ancora una volta l'intenzione dell'amministrazione di difendere i lavoratori americani" afferma il Dipartimento del commercio.

La decisione ha causato un'immediata reazione di Pechino ma anche della Corea del Sud, patria dei più importanti produttori del settore del calibro di Samsung e Lg. "Il governo Usa ha preso iniziative vedendo più alla situazione di politica interna che al rispetto delle leggi internazionali". Per le lavatrici i dazi si attestano in un range tra il 20 e il 50%. I dazi - che dureranno 4 anni e nei prossimi anni scenderanno progressivamente - dovrebbero permettere ad aziende statunitensi come la Suniva e la SolarWorld Usa di vendere i propri pannelli solari, risollevandosi dalla bancarotta in cui erano finite. "Se sottoponiamo il ricorso al Wto possiamo vincerlo", ha detto Kim, forte dell'esperienza di avvocato senior presso la divisione "Appellate Body Secretariat and Legal Affairs" del Wto dal 1999 al 2003.

La mossa di Trump, tuttavia, non è piaciuta a tutti. "Le tariffe sono una tassa su ogni consumatore che vuole comprare una lavatrice". Lg sta mettendo a punto le operazioni per un impianto di lavatrici nel Tennessee.

A rischio 23mila posto - L'imposizione di dazi sulle importazioni di pannelli solari costerà agli Stati Uniti la perdita di 23'000 posti di lavoro e la cancellazione di miliardi di dollari di investimenti.

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