Pm: a Corona confiscare casa ma restituire 1,8 mln euro

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 23, 2018

L'abitazione nella prestigiosa zona di corso Como dove Corona viveva era stata sequestrata nel 2016 ed era stata valutata intorno ai 2,5 milioni di euro. Non ha chiesto aggravamenti della misura di sorveglianza speciale. È quanto ha chiesto il procuratore aggiunto Alessandra Dolci nella sua requisitoria davanti ai giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. Lo 'sconto' a Corona si spiega con la richiesta di revoca da parte del pm della confisca dei circa 860mila euro trovati dagli inquirenti, nell'ultima indagine che ha portato al suo nuovo arresto, in due cassette di sicurezza in una banca austriaca. E ha illustrato i "profili di opacità" che avrebbero riguardato la vendita dell'immobile, che fu intestato "fittiziamente" a Marco Bonato, ex collaboratore e amico dell'ex agente fotografico. Secondo Dolci, che ha depositato anche una memoria, "Corona ritenne in quel momento inopportuno intestare la casa a se stesso o alla sua societa' Fenice srl che non aveva versato ne' Iva ne' Irpef perche' ovviamente l'immobile sarebbe stato aggredito dall'Agenzia delle Entrate". Una "totale confusione tra la persona fisica Corona - ha insistito il pm - e quella giuridica società". Sui contanti del controsoffitto, invece, il pm ha chiesto la confisca solo di 758mila euro, ossia dell'"ammontare dell'imposta evasa sull'intera somma".

D'altro canto, però, in relazione agli oltre 2,6 milioni di euro sequestrati a Corona, sempre nel 2016, di cui oltre 1,7 milioni trovati in un controsoffitto della casa della collaboratrice Francesca Persi e oltre 800mila euro in cassette di sicurezza in Austria, il pm ha chiesto il dissequestro di circa 1,8 milioni.

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