M5s,Di Maio:primi perché chi ha governato non ci ha messo cuore

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 23, 2018

Le apparizioni pubbliche e le principali dichiarazioni di Di Maio in questi giorni, del resto, avevano già dimostrato che la campagna elettorale del Movimento 5 stelle è focalizzata in modo prioritario sulla concorrenza con il centrodestra per la conquista dei voti delle imprese e dei professionisti.

La nuova linea "governista" del M5S è tutta lì: nell'elenco dei candidati nei listini proporzionali.

Il vero vincitore è il giovane deputato uscente Angelo Tofalo (Pellezzano), che sarà il capolista del listino per la Camera; dietro di lui Anna Bilotti (Eboli), Cosimo Adelizzi, Michela Rescigno. Sono state applicate in maniera severa. La dirigenza del Movimento si riserva quindi l'ultima parola sui candidati "vincenti". E' la linea di Di Maio e prevale nel cuore dei 5 Stelle. Hanno partecipato più di mille persone. "In questi giorni alcuni esponenti di altri partiti hanno chiamato i nostri candidati supplicandoli di non farlo perché altrimenti li costringeranno a fare brutta figura", ha aggiunto, specificando che Carelli e Paragone saranno candidati agli uninominali.

"Non c'è nessun timore di ricorsi da parte degli esclusi". "Quattrocento leggi da abolire al primo anno di governo e una smart nation" che promuova "nuovi lavori e nuove tecnologie" sono i primi due punti del programma presentato. Di questi, i giornali calcolano che in almeno 80 dovrebbero riuscire a farsi rieleggere. Primi nei loro collegi, risultano il leader candidato premier M5S Luigi Di Maio, Roberto Fico, Paola Taverna, Carla Ruocco, Manlio Di Stefano, Danilo Toninelli. Molto probabile che i loro nomi siano spesi anche nei collegi, come quello di Vincenzo Zoccano, presidente del Forum italiano di disabilità, e di altri docenti e imprenditori ancora top secret.

"Giorgio Sorial, che nel 2014 diede del boia a Giorgio Napolitano, all'epoca capo dello Stato, terzo in Lombardia".

Vi ricordate Andrea Tosatto? Tosatto che si candida in una lista che vuole togliere gli obblighi introdotti dal decreto Lorenzin.

Le incognite invece rimangono sui seggi uninominali e sui relativi candidati.

I candidati ciociari sono 4.

In ogni caso la visita di Di Maio è stata definita "toccata e fuga", tanto che sono rimaste senza risposta non solo per i giornalisti le molte domande relative ai tanti problemi di una città che sta lentamente tornando alla normalità, come ad esempio le criticità legate alla ricostruzione, i dubbi sugli esperimenti sotto il Gran Sasso e gli aumenti autostradali.

"Luigi Di Maio, la rottura definitiva con Beppe Grillo [VIDEO]: il retroscena sul garante che fa saltare il movimento".

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