Lo shutdown del governo degli Stati Uniti sta per finire

Bruno Cirelli
Gennaio 23, 2018

Per i repubblicani il pericolo era all contrario apparire incapaci di governare nonostante il controllo della maggioranza parlamentare e della Casa Bianca.

L'accordo bipartisan per far approvare la Manovra finanziaria e revocare lo shutdown, scattato alla mezzanotte di sabato 20 gennaio è arrivato ieri 22 gennaio, quando al Senato i democratici e i repubblicani sono arrivati a un compromesso per revocare la misura, espressamente prevista nella Costituzione americana qualora il Congresso non riesca a trovare un accordo sulla Manovra finanziaria.

Chiamato ad esprimersi sulle differenze tra l'amministrazione Trump e quella del suo predecessore Barack Obama, Dahinden ha posto l'accento sul diverso modo di comunicare. Secondo Dahinden, questi tweet non permettono di farsi un'idea precisa su quanto sta effettivamente succedendo, ciò che ci obbliga a sforzi maggiori per raccogliere dati al fine di informare correttamente la centrale di Berna. Ci sono poi anche i cosiddetti democratici del 2018, ovvero coloro che correranno quest'anno negli Stati in cui Trump ha vinto nel 2016. Via libera, dunque, ai finanziamenti fino al prossimo 8 febbraio e al fronte comune sui "dreamers", i figli di immigrati clandestini: il provvedimento è poi passato sulla scrivania del presidente Donald Trump, dal quale è stato firmato.

Sconfitti invece sembrano i democratici, che cercavano uno scambio politico tra la concessione della cittadinanza ai "sognatori" da parte dei repubblicani in cambio di un loro permesso a finanziare il muro di confine con il Messico voluto da Trump. Il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha tuttavia preferito sottolineare che le parti sono "arrivate a un patto". Ma salta agli occhi che per sbloccare la situazione ha dovuto accettare una trattativa sui "dreamer". Con centinaia di migliaia di dipendenti federali che si presentavano al lavoro solo per essere rimandati a casa senza stipendio. L'intesa è un successo per Trump, che così potrà partire domani sera per Davos, perché ha ottenuto ciò che voleva senza concedere nulla. La Casa Bianca si dice contenta per il fatto che i democratici "siano rinsaviti".

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