Contratti stabili: nel 2017 persi 21 mila posti di lavoro

Paterniano Del Favero
Gennaio 20, 2018

Tra gennaio e novembre sono state presentate nel complesso 1.293.073 domande di disoccupazione (tra Naspi, Aspi, miniAspi e mobilità) con un aumento del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il saldo tra assunzioni e cessazioni si conferma positivo, con un valore pari a +801.000, e in crescita rispetto agli ultimi due anni.

Sono i dati rilevati dall'Osservatorio sul precariato dell'Inps, secondo cui la contrazione è "interamente imputabile alle assunzioni a part time". Nel 2016 erano in vigore incentivi contributivi alle assunzioni stabili ma ridotti rispetto al 2015 quando, anche grazie allo sgravio contributivo triennale totale per i contributi previdenziali, furono stipulati 200.536 contratti a tempo indeterminato. E' un effetto della cessazione dell'uso dei voucher: mnon potendo usare più lavoratori precari con quel sistema, si è scelto un sistema ancora più precario, quello dei contratti a chiamata. Nel corso dei primi mesi del 2017 sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato (-14mila unità), aumentati i contratti di apprendistato di +61mila unità, quelli stagionali di +11mila unità e quelli a tempo determinato hanno registrato un aumento pari a +499mila unità. Tra gennaio e novembre 2017 sono stati incentivati 54.449 rapporti di lavoro nell'ambito del Programma "Garanzia Giovani" e 103.907 rapporti di lavoro (83.637 assunzioni e 20.270 trasformazioni) nell'ambito della misura "Occupazione Sud".

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