Paura per Papa Francesco: gli tirano un oggetto in testa

Bruno Cirelli
Gennaio 19, 2018

"Non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa", ha affermato il Pontefice che ha aggiunto: "E' giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perché ciò non si ripeta".

Prima del suo discorso Francesco è stato accolto dal capo dello Stato Michelle Bachelet e dagli onori militari. Siamo al limite, basta un incidente. Per Bergoglio la democrazia va "conquistata giorno per giorno", perché "non ci si può accontentare di quanto si è ottenuto, dimenticandosi che invece molti fratelli soffrono ancora e che le situazioni di ingiustizia ci riguardano tutti". Ma questo non ha impedito che si verificasse un piccolo incidente. Ascoltare i giovani, nella loro ansia di avere maggiori opportunità, specialmente sul piano educativo e, così, sentirsi protagonisti del Cile che sognano, proteggendoli attivamente dal flagello della droga che si prende il meglio delle loro vite.

Papa Francesco ha detto: "Siamo invitati a prestare un'attenzione preferenziale alla nostra casa comune: far crescere una cultura che sappia prendersi cura della terra e a tale scopo non accontentarci solo di offrire risposte specifiche ai gravi problemi ecologici e ambientali che si presentano".

Alla vigilia dell'arrivo del Papa, un altro attacco si era verificato nella parrocchia Madre della Divina Provvidenza a Santiago.

Come si è visto in questi giorni, alcuni gruppi, minoritari ma con evidenti buone ragioni, hanno protestato (arrivando a dare fuoco a nove chiese) contro la visita di Francesco, e in particolare per il luogo scelto per la celebrazione di Temuco: una base militare dove gli uomini di Pinochet hanno continuato lo sterminio iniziato dai Conquistadores, con una logica di annientamento che ricorda Erode ed ha anticipato di qualche secolo Adolf Hitler.

Condividere l'annuncio della pace e confermare nella speranza: sarà questo il senso del viaggio che il Papa si appresta a compiere in Cile e in Perù fino 22 gennaio. C'è malcontento da parte del popolo nei confronti della Chiesa cattolica e la visita di Papa Francesco non è stata accolta proprio bene. La donna, 70 anni, all'ergastolo dal 1992, ha apprezzato il lavoro del Papa nella riconciliazione tra il governo colombiano e le Farc, definendolo "esperienza preziosa che fa riflettere". Non è un caso che ieri Francesco nel salutare nella Cattedrale di Santiago tutti i religiosi e i sacerdoti del Cile, ha sottolineato: "Vi invito a passare dall'essere una Chiesa di abbattuti desolati a una Chiesa servitrice di tanti abbattuti che vivono accanto a noi".

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