Liliana Segre nuova senatrice a vita, fu deportata ad Auschwitz

Bruno Cirelli
Gennaio 19, 2018

Il Presidente della Repubblica ha nominato Liliana Segre per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.

Nata a Milano il 10 settembre 1930 in una famiglia ebraica, nel 1938 lei e i suoi parenti vennero colpiti dalle leggi razziali emanate dal regime fascista, con cui vennero fortemente limitate le libertà degli ebrei italiani. Dopo quaranta giorni nel carcere di Milano, viene deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Secondo la Costituzione italiana il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita, che si aggiungono ai senatori a vita di diritto, ovvero gli ex Presidenti della Repubblica (in questo momento in Senato c'è solo Giorgio Napolitano). La reduce dell'olocausto ha 88 anni.

La vicenda di Liliana Segre ha inizio il 7 dicembre 1943, quando con il padre e due cugini, cercò invano, con l'aiuto di alcuni contrabbandieri, di riparare in Svizzera.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata con il padre in Germania, partendo dal 'Binario 21' della Stazione Centrale di Milano. Lo ha nominato il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il decreto è stato firmato da tutte le più alte cariche della politica italiana e lo stesso Mattarella ha informato la diretta interessata telefonicamente. Io capii che mai avrei potuto uccidere nessuno per nessun motivo e che nella mia estrema debolezza io ero la più forte perché decidevo di lasciarlo andare. Pochi mesi dopo anche i nonni materni vennero deportati e uccisi appena arrivati nel campo. Durante la sua permanenza nel capo di concentramento fu impiegata nei lavori forzati nella fabbrica di munizioni "Union", di proprietà della Siemens, lavoro che svolse per circa un anno. "In Consiglio comunale, con l'allora sindaco Roberto Bruni, c'erano tanti studenti affascinati dalla testimonianza e dai valori portati dalla neo senatrice a vita". La Segre, non ancora 15enne, fu condotta nel campo femminile di Ravensbruck e in seguito trasferita nel sotto campo di Malchow, nel nord della Germania.

La liberazione il 1° maggio 1945 Il 27 gennaio 1945, sgomberato il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz per sfuggire all'avanzata dell'Armata Rossa, i nazisti trasferirono 56.000 prigionieri, tra cui anche Liliana Segre, a piedi, attraverso la Polonia, verso nord. Fu liberata il 1° maggio 1945, aveva 15 anni.

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