Elezioni: Civati, D'Alema? Preoccupiamoci di 4 marzo prima che di 5

Bruno Cirelli
Gennaio 19, 2018

Secondo D'Alema, poi, Renzi dovrebbe smetterla di attaccare Liberi e uguali con la motivazione del voto utile: "Attaccare noi non porta voti a loro ma il Movimento 5 stelle. Occorrerà lo sforzo di garantire una ragionevole governabilità, mentre il Parlamento avrà un compito costituente, a cominciare da una nuova legge elettorale".

"Ho scelto di iniziare con il primo nome per il Parlamento con un uomo che vive in una delle realtà in cui abbiamo fatto più fatica - ha annunciato Renzi - in un'area culturale alla quale siamo orgogliosamente affini e che lavora in prima linea tutti i santi giorni: Paolo Siani è il nostro primo candidato". Meglio un governo traghettatore incaricato di riformare la legge elettorale e poi tornare al voto. "E noi, che siamo una forza radicata nei valori democratici della Costituzione della solidarietà, dell'uguaglianza, del lavoro, daremo il nostro contributo, ponendo discriminanti di carattere programmatico per noi irrinunciabili" come "le enormi istanze sociali non rappresentate".

"Non ci sono le condizioni politiche e programmatiche. Le ragioni di dissenso sono molte". "Mi ha colpito che sia Berlusconi sia Renzi, facendosi eco come spesso accade, abbiano presentato le elezioni come uno scontro tra loro e i 5 Stelle, ognuno rivendicando il ruolo di argine al populismo - conclude -. Quello che succede dopo il 4 marzo, credo che andrà discusso nel partito o no?". La Lega di Salvini, dice, "ha venature di estremismo di destra di tipo neofascista". La formula governo del presidente rilanciata da D'Alema come previsione per il day after delle elezioni politiche "vuol dire tutto e nulla e dietro a questa formula si possono celare maggioranze.Allora non è il Pd che propone l'inciucio.".

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