Adesivi antisemiti, via al processo: ecco come si muoverà la Lazio

Rufina Vignone
Gennaio 19, 2018

"La Procura della Federcalcio ha chiesto due turni a porte chiuse e 50mila euro di ammenda per la Lazio".

"Viste tutte le attenuanti, abbiamo chiesto il non luogo a procedere", ha dichiarato Gian Michele Gentile, avvocato della Lazio, uscendo dagli uffici del Tribunale federale nazionale, a Roma. Non avevamo la possibilità di perquisire 15 delinquenti che si sono portati dietro 23 francobolli, perché le misure di queste figurine erano di 8 centimetri per 6 e non sono state portate sugli spalti, ma buttate in terra nei corridoi dello stadio. Insomma, la difesa della Lazio e' chiara, non avrebbe potuto prevedere o impedire tale comportamento antisemita da parte di pochi tifosi. "Di fronte al delinquente che porta una cosa che non si vede e non viene esposta al pubblico, noi riteniamo che non sia possibile attribuire una responsabilità al club". All'inizio della prossima settimana è attesa la sentenza. Se chiederemo la sospensiva?

Sul caso, Lotito si è espresso così negli scorsi giorni: "Basta con l'odio semita tra i nostri fans, sulla storia di Anna Frank c'è stata una strumentalizzazione vergognosa". Vada come vada, finalmente si mettera' un punto su una situazione rimasta in sospeso dal 22 ottobre e che certamente ha scosso l'opinione pubblica negli ultimi mesi. Le partite con Udinese e Milan dovrebbero quindi non essere interessate dalla sentenza, in quanto il Tribunale deve avere il tempo di elaborare la decisione di secondo grado. La societa' biancoceleste incrocia le dita, con il suo allenatore e i suoi giocatori in prima fila, volenterosi piu' che mai di continuare la lunga corsa verso la Champions League con il loro popolo al proprio fianco. Il giudice sportivo si rivolge ai tesserati, non ai tifosi.

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