La Ue cambia idea: l'olio di palma non è pericoloso

Paterniano Del Favero
Gennaio 18, 2018

Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha alleggerito la posizione dell'imputato olio di palma, finora considerato alla stregua di una minaccia per il genere umano.

A essere parzialmente scagionato è stato un componente dell'olio di palma il 3- MCPD, che si forma ad alte temperature durante la raffinazione dell'olio, ritenuto pericoloso per i reni e per il sistema riproduttivo maschile. I livelli di consumo di 3-MCPD tramite gli alimenti, scrive l'Efsa, "sono considerati privi di rischi per la maggior parte dei consumatori".

Nella peggiore delle ipotesi, i neonati nutriti esclusivamente con latte artificiale potrebbero lievemente superare il livello di sicurezza.

L'aggiornamento riguarda solo il 3-MCPD e i suoi derivati.

Sulla scorta di quel parere la Commissione europea ha avviato una procedura legislativa per ridurre i livelli di Ge in oli vegetali e alimenti.

Questa valutazione non è cambiata.

Così l'Efsa ha alzato la dose giornaliera tollerabile (DGT) di 3-MCPD in microgrammi per chilo di peso corporeo di due volte e mezzo rispetto al valore indicato nel 2016.

Efsa ha aggiornato il limite di sicurezza perché, nel frattempo, ha cambiato anche il metodo utilizzato per calcolarlo.

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