Ilva, Fiom: per Genova rispetto accordo o pronti a occupare

Bruno Cirelli
Gennaio 18, 2018

"Se non sarà rispettato l'accordo di programma rioccuperemo la fabbrica" ha detto il sindacalista che domani riferirà in assemblea i risultati dell'incontro. È il risultato portato a casa dalla spedizione composta da sindacati e istituzioni dopo il primo tavolo a Roma dedicato all'accordo di programma per le acciaierie di Genova.

Soddisfatti i sindacati che in questo leggono la garanzia del mantenimento del livelli occupazionali.

"I presupposti sono buoni - ha detto il presidente della regione Giovanni Toti - La prossima settimana incontreremo i commissari straordinari per approfondire".

"A questo proposito, ArcelorMittal ricorda di aver presentato un piano industriale per lo stabilimento Ilva di Genova che comporta significativi investimenti e prevede importanti soluzioni di sviluppo. Nei prossimi incontri si entrerà nel merito e chiederemo preliminarmente ad Arcelor di definire la produzione del sito per dimostrare che i 600 esuberi sono inutili".

Genova. "Abbiamo ribadito e con noi lo ha fatto il ministro Calenda, che esiste un rapporto matematico tra i lavoratori e le aree di Cornigliano".

"Un confronto positivo che ha ripreso le questioni già indicate nell'Accordo di Programma del 2005, compresa quella delle aree e dell'integrazione tra attività portuali e attività siderurgiche, e dove è stata ribadita sia l'importanza strategica dello stabilimento di Genova per il rilancio dell'Ilva così come l'unitarietà della trattativa".

"Regione e Comune hanno anche proposto di individuare un ruolo di ulteriore e maggiore coinvolgimento della Società per Cornigliano nella gestione del passaggio di proprietà dello stabilimento, necessità sulla quale il ministro Calenda ha convenuto e che verrà approfondita anch'essa nelle prossime ore in un incontro fra i soci e i commissari governativi di Ilva", conclude la nota. Lo riferisce la Fiom Cgil in una nota.

Soddisfazione per il riconoscimento della validità dell'accordo di programma è stato espresso da Marco Granara, segretario generale Cisl Genova. "Bene la conferma della validità dell'accordo di programma, ma occorre chiarezza sugli investimenti", afferma.

"Oggi vedo l'opportunità di un consolidamento della produzione e la salvaguardia dei livelli occupazionali, nessun lavoratore escluso - commenta Antonio Apa, della Uilm - Vogliamo capire quali sono le potenzialità che Arcelor Mittal mette in campo per correlarli all'accordo di programma, che non può essere messo in discussione". Il "diverso" di Genova è quello, in extremis, di puntare a una trattativa separata che coinvolga anche gli stabilimenti collegati a Genova (Novi Ligure e Milano) che potrebbero avere un mercato differente da quello di Taranto, trattandosi d'un prodotto diverso e di acciai in un certo senso "di ultima generazione", senza contare che a Genova i lavoratori sono meno di duemila e altrove sono poche centinaia.

Come prevede l'accordo la piena concessione delle aree prevede il mantenimento dei livelli occupazionali: il prossimo incontro tra Arcelor Mittal e i rappresentanti di Comune di Genova e Regione Liguria dovrà affrontare proprio questo nodo che il Gruppo non ha pienamente sciolto nell'incontro di oggi.

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