Apple pagherà 38 miliardi di dollari in tasse

Geronimo Vena
Gennaio 18, 2018

In uno statement sul suo sito, Apple, evidenziando che è "già il più grande contribuente degli Stati Uniti", anticipa "i pagamenti delle imposte di rimpatrio di circa 38 miliardi di dollari come richiesto dalle recenti modifiche alla legge fiscale".

A renderlo noto è stata la stessa società riferendo di voler investire nei prossimi cinque anni negli Stati Uniti oltre 30 miliardi di dollari e di creare in questo modo 20.000 posti di lavoro.

Apple dispone attualmente di centri dati in sette Stati americani e prevede di espandere le sue operazioni a Reno, in Nevada. La società intende offrire ai suoi dipendenti bonus fino a 2.500 dollari in azioni.

Gli annunci spingono il titolo Apple, che chiude in rialzo dell'1,65% invertendo il trend negativo innescato a inizio seduta dal downgrade a 'neutral' da 'buy' deciso da Longbow Research sulla scia del ciclo dell'iPhone che è "buono ma non fantastico".

Apple, a differenza di molte altre aziende, non cita la riforma fiscale di Donald Trump per spiegare le proprie decisioni, evitando così di politicizzare le sue scelte.

Nel comunicato Cook scrive che Apple ha: "Un grande senso di responsabilità nel dare indietro qualcosa al nostro paese e alle persone che ci aiutano nell'avere successo".

Apple non ha precisato quanta parte dei 252,3 miliardi di dollari cash detenuti all'estero riportera' negli Usa. E' bello vedere la Apple farlo in conseguenza del taglio delle tasse. "Un'enorme vittoria per i lavoratori americani e per gli Usa".

Il contributo diretto di Apple sarà di 75 miliardi di $, a cui si aggiungeranno gli investimenti generato dal suo indotto. Inoltre è in programma la costruzione di un nuovo campus, in una posizione geografica al momento non comunicata.

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