Muore di tumore l'operaio che aveva raccontato l'Ilva: "Un incubo luccicante"

Bruno Cirelli
Gennaio 16, 2018

L'ex operaio, che lavorava nel reparto Carpenteria dello stabilimento tarantino, aveva raccontato la sua storia in un'intervista concessa alla Gazzetta del Mezzogiorno nel corso della tramissione Rai di Domenico Iannacone "I dieci comandamenti" nel 2014. Una sofferenza che Mario aveva affrontato da guerriero, così aveva fatto nel 2005 quando aveva scoperto di essere affetto da sclerosi multipla, impegnandosi ancora di più per il successo nel mondiale di karate contact del 2007, e così aveva fatto anche nel 2008 quando un carcinoma alla lingua lo ha colpito impedendogli di parlare.

Mario Amodio aveva detto che "Operavo sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici". Il lavoratore dichiarava, come molti operai, di non provare odio per la fabbrica, ma di esserne anzi debitore per avergli permesso di mangiare e di lavorare per anni. "Ho seguito le orme di mio padre, questa è stata la mia vita nella fabbrica". Il mio amico Mario Amodio ci ha lasciati. La Asl gli tolse l'assegno di accompagnamento sostenendo che le sue condizioni di salute erano migliorate.

"Poco fa ho ricevuto una notizia che non avrei voluto mi giungesse".

"Ho conosciuto Mario in una puntata de 'I dieci comandamentì - racconta Iannacone - Mario si era ammalato di tumore lavorando all'Ilva di Taranto e piano piano aveva perso anche la sua voce e le sue forze. Nella sua vita era stato campione di arti marziali e con lo spirito del campione aveva combattuto la sua battaglia contro la malattia e il ricatto del lavoro a Taranto" ha scritto Iannacone. "La tua voce era diventata quella di tua moglie Felicetta, ma io continuerò a portarla nel cuore".

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