Archeologia: a Selinunte antica rappresentazione di Hekate

Bruno Cirelli
Gennaio 16, 2018

"Sulla base dell'interpretazione delle immagini ottenute, abbiamo dedotto quella che poteva essere una prima ipotesi della configurazione del paesaggio al momento in cui sono arrivati i coloni greci a fondare Selinunte". "Abbiamo rinvenuto anche vasi corinzi, oggetti ornamentali, statue ed addirittura un flauto sempre dell'epoca greca". "Non si conosce la posizione originale del Tempio Y - spiega Enrico Caruso direttore del Parco di Selinunte - venne smontato in età punica e i suoi blocchi di pietra usati per altre costruzioni".

Un'equipe dell'Università di Camerino ha scoperto nel sito archeologico di Selinunte ambienti naturali e non solo risalenti a 2700 anni fa. Si tratta di tracce sepolte che rimandano alla prima conformazione morfologica di Selinunte individuate grazie a una tecnica avanzata e promettente, nata dall'incontro tra geomorfologia e archeologia. A distanza di un anno dall'inizio del progetto di ricerca portato avanti dai geomorfologici dell'Università di Camerino, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni culturali di Trapani e il Parco Archeologico di Selinunte, arrivano i primi risultati. "Ecate o Hekate, regnava sui demoni malvagi, sulla notte, sulla luna".

La mappatura dell'area è servita quindi a "ricostruire le case risalenti all'epoca classica ed ellenistica, dopo la distruzione del 409 a.C" attraverso lo studio degli "strati più profondi del terreno su cui i greci decisero di insediarsi". Lo raccontano i reperti venuti alla luce negli ultimi mesi e che oggi saranno presentati alla stampa in occasione dei due giorni dedicati alle nuove scoperte nel Parco archeologico in provincia di Trapani. "Questa scoperta - conclude Caruso- ci permetterà di trovare le soluzioni migliori per perpetuare nel futuro prossimo ed anche oltre il patrimonio straordinario di Selinunte".

I resti circondano proprio i resti del cosiddetto "Tempio M", ora collocato lungo la sponda destra del Fiume Selino, ma che in origine spiccava sull'estremo promontorio occidentale dell'incantevole laguna. Lo studio ha infine permesso, con metodi geoelettrici non invasivi, di evidenziare la presenza nel sottosuolo, al di sotto dei depositi sabbiosi, di “risorse sepolte” ed in particolare di strutture probabilmente riconducibili ad edifici, mura o strade. "Anche tracce correlate a terremoti, frane, alluvioni del passato che ora dovremmo inquadrare nel tempo - dice Pambianchi - Questi indizi ci consentiranno di registrare una memoria storica estremamente importante per le politiche di prevenzione e di tutela dei siti archeologici in Sicilia ma ovunque, in tutta Italia". A breve eseguiremo una serie di mirati e programmati sondaggi geognostici, strategicamente ubicati nellarea del Parco e fondamentali alla taratura geoarcheologica, stratigrafica, cronologica e paleo ambientale del sito.

Come vivevano gli antichi abitanti di Selinunte?

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