Embraco conferma lo stop in Italia Sono previsti 497 licenziamenti

Paterniano Del Favero
Gennaio 15, 2018

All'incontro di questo pomeriggio presso la sede dell'Amma, infatti, l'azienda ha alzato un muro ribadendo l'intenzione di voler dismettere la produzione da Riva di Chieri. Russi ha chiesto all'assessore Sacco, a nome del gruppo, "di lavorare insieme ai suoi omologhi ai livelli istituzionali più alti al fine di trovare una soluzione affinché vengano riportate allo stabilimento di Riva di Chieri alcune delle produzioni spostate negli ultimi anni in Slovacchia". Ha dichiarato di non voler presentare nessuna richiesta al ministero e ha affermato che la decisione di dismettere la produzione in Italia è strategica. Dunque, nessun elemento di novità, nonostante gli incontri di venerdì presso il ministero dello Sviluppo economico. I rappresentanti dell'azienda di Riva di Chieri (Torino), specializzata nella produzione di compressori per frigoriferi che da ottobre è in crisi per la riduzione dei volumi produttivi, hanno avuto oggi un incontro con le organizzazioni sindacali a Torino. Giovedì 18 gennaio l'azienda incontrerà il ministero del Lavoro per valutare la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali a fronte della presentazione di un piano di risanamento sul quale, dall'incontro di oggi, non sono emersi dettagli. Azienda e sindacati si sono aggiornati al 24 gennaio all'Unione industriale di Torino.

"I vertici di Embraco continuano nella loro posizione intransigente e confermano la loro indisponibilità a salvare anche parte della produzione", commentano Fiom e Uilm. Sempre oggi una manifestazione di dipendenti si è svolta davanti alla sede di Amma, l'associazione che ha ospitato l'incontro. Purtroppo, di solito, le disponibilità corrispondono a delle aperture. "Utilizzeremo tutti i 75 giorni a nostra disposizione per far recedere l'azienda da questa decisione". "Non possiamo permettere a una multinazionale come la Whirpool di abbandonare un territorio in questa maniera".

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