Maroni non si ricandida alla presidenza della Regione Lombardia

Bruno Cirelli
Gennaio 14, 2018

"È una decisione che ho preso sulla base di valutazioni personali", ha chiarito, ma che "non c'entrano con la salute". Intanto Matteo Salvini stronca ogni ambizione romana di Roberto Maroni: "Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro".

Il presidente della Regione Lombardia ha deciso di non candidarsi per motivi familiari. In mattinata Maroni aveva confermato che non intende correre di nuovo , aprendo altre porte. Un ruolo di punta. Della Lega, ma forse anche dell'Italia intera, in caso di vittoria del centrodestra. In effetti, Maroni lascia la competizione lombarda ma non la politica. È la sfida conclusiva del mio mandato, che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale.

Centrodestra unito quindi e pronti a incentrare una nuova campagna elettorale per continuare l'attenta e laboriosa buona amministrazione portata avanti fino ad oggi che ha portato grandi eccellenze in Lombardia. Maroni si è comunque dichiarato, in relazione al procedimento, "assolutamente fiducioso". Chissà Salvini che cosa dirà.

A colloquio anche con il Messaggero, Fontana ammette di riconoscersi nel ritratto che lo descrive come il "leghista borghese, quello che non grida". Soprattutto se Forza Italia uscisse dalle elezioni con lo status di primo partito del centrodestra. Grazie all'immunità parlamentare, Maroni potrebbe dunque ripararsi da questa inchiesta giudiziaria. Anzi, qualche esponente leghista fa esplicitamente questa ipotesi.

DIFENSORE DELLA LEGA. Oggi invece Fontana, terminati due mandati come sindaco di Varese è 'libero' da impegni, se non quelli da avvocato. Questo il messaggio che Matteo Renzi affida a Facebook. Lui stesso si definisce "rozzo", ma nella sua lunga carriera nel Carroccio ha dimostrato doti di moderato e un carattere "istituzionale". Quel "resto a disposizione" pronunciato lunedì da Maroni nella conferenza stampa con cui il presidente della Lombardia ha confermato che non si ricandiderà alle Regionali proprio non è andato giù a Salvini.

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