Maroni conferma: "Non mi ricandido in Lombardia"

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 14, 2018

Nel 2006, dopo lo scandalo giudiziario che costrinse il sindaco leghista Aldo Fumagalli alle dimissioni, si parlava della possibile candidatura di Maroni a sindaco di Varese, ma anche in quel caso fu Attilio Fontana a prendere il suo posto nella corsa. Una scelta forse più subita che ricercata, ma naturale conseguenza dell'election day, ossia il doppio voto nella stessa giornata del 4 marzo, sia per le regionali che per le politiche. "Mi pare addirittura ovvio" ha continuato il Segretario "la Lombardia è il terzo motore d'Europa, conta più di 10 milioni di abitanti, è la capitale italiana dell'impresa, dell'innovazione, della ricerca".

Nella conferenza stampa di poco fa alla sede della Regione Lombardia, Maroni ha confermato in maniera indiretta di essere pronto ad andare a Palazzo Chigi se il centrodestra vincesse le elezioni. "I Cinque Stelle non hanno mai amministrato neppure un condominio, e i risultati si vedono, quando - come avviene a Roma - hanno delle responsabilità di gestione".

"Non c'entra la salute, non c'entra con altre questioni - dice Maroni -: è una decisione mia personale per la quale chiedo a tutti rispetto". "Con la politica ho una lunga storia d'amore fatta di passione di sfida, successi" ha ricordato lievemente emozionato, ricordando gli inizi con Umberto Bossi. "Certo - ha assicurato - non andrò in pensione". "Le decisioni che Salvini ha preso - sostiene - possono essere discusse e discutibili e io le accetto e condivido per principio". Un annuncio a sorpresa, dopo che la candidatura per il secondo mandato consecutivo era stata più volte rilanciata dallo stesso segretario nazionale Salvini. In effetti, Maroni lascia la competizione lombarda ma non la politica. "Non ho pretese né richieste, se servirà saranno loro (Salvini, Berlusconi e Meloni ndr) a decidere". Il presidente dedica, però, parole particolari alla battaglia autonomista: "Il referendum è stato un successo storico, se riusciremo a ottenere l'autonomia entro la fine della legislatura, possiamo concludere in bellezza, dando una prospettiva straordinaria alla Lombardia". Il suo nome è un'ipotesi.

Non sarà Roberto Maroni il candidato governatore del centrodestra in Lombardia.

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