Grasso e Boldrini: duello sull'intesa con i Cinque Stelle

Bruno Cirelli
Gennaio 14, 2018

Con un'avvertenza: "Dovrò porgere il petto, e a volte anche le spalle, di fronte agli attacchi che verranno e questo lo metto in conto", dice intervistato su Sky da Maria Latella.

"NON SONO UOMO SOLO AL COMANDO" - "Non sono un uomo solo al comando - ha detto Grasso - non mi sento un 'leader', sono convinto che la politica non possa essere fatta così. Ho ottimi rapporti con tutti e pure con Massimo D'Alema".

Premesso che "non abbiamo fiducia nelle promesse e nelle azioni del Pd", Grasso spiega: "I voti al Pd li ha levati Renzi quando ha cambiato la sua politica. Noi cerchiamo di recuperare i voti che ha perso Renzi, che era partito dal 40% e ora è al 20%". "Non credo che ci siano punti di congiunzione con i 5 Stelle che non sono un partito progressista e di sinistra - aveva detto la presidente della Camera -. Il M5S è però così ondivago che non riusciamo a capire le sue politiche - ha sottolineato Grasso - Un giorno è per l'euro, un giorno apre alle alleanze, un giorno è per l'Europa un giorno no. Quando riuscirà a dare l'esatta valutazione alle sue politiche forse anche noi potremo fare delle valutazioni".

"Comprendo" la chiusura di Laura Boldrini a qualsiasi alleanza con il Movimento 5 stelle "però poi decide qualcun altro. Io?"

Quanto a un governo con Forza Italia "non è che lo escludo io, ma le loro politiche che non potranno mai essere compatibili con le nostre". E ci tiene a sottolineare: "Non abbiamo né rancore né odio, Gori ha una visione distorta". Un esempio? "non sono state evitate le divaricazioni o ridotti i ticket sanitari, quindi non c'è fiducia".

LAZIO - Invece "nel Lazio la situazione, rispetto alla Lombardia, è diversa".

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