Giornata mondiale del migrante

Bruno Cirelli
Gennaio 14, 2018

Suor Neusa de Fatima spiega che "i migranti sono i protagonisti di un viaggio con il quale mettono a rischio ciò che hanno di più prezioso, cioè la loro vita". "Le comunità locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l'ordine costituito - ha detto in Santo Padre durante l'omelia -, "rubino" qualcosa di quanto si è faticosamente costruito". Le missionarie Scalabriniane invitano ad accompagnare con questo segno la celebrazione della prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra il 14 gennaio. Queste paure "sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano". "Avere dubbi e timori - ha spiegato - non è un peccato". Anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento.

"Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti", precisa. "E così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci". "Accogliere, Promuovere, Proteggere ed Integrare -ha continuato don Rigobert- è la risposta comune della Chiesa, sempre disponibile ad impegnarsi a tutela dei tanti migranti e rifugiati che bussano alle porte, prima ancora che delle nostre case, dei nostri cuori nella speranza di trovare un futuro migliore".

Sono i quattro verbi-azione indicati da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: una giornata che anche la diocesi di Aversa celebrerà domenica 14 gennaio 2018 presso la Parrocchia San Luca Evangelista in Varcaturo. "Nell'incontro vero con il prossimo - ha chiesto - saremo capaci di riconoscere Gesù Cristo che chiede di essere accolto, protetto, promosso e integrato?".

Affida infine "alla materna intercessione di Maria Santissima le speranze di tutti i migranti e i rifugiati del mondo e le aspirazioni delle comunità che li accolgono, affinché, in conformità al supremo comandamento divino della carità e dell'amore al prossimo, impariamo tutti ad amare l'altro, lo straniero, come amiamo noi stessi".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE