Sciopero delle maestre, anche dalla Granda alla protesta a Roma

Bruno Cirelli
Gennaio 13, 2018

A Roma manifestazione tra le 9 e le 13 davanti al ministero dell'Istruzione e contemporaneamente cortei e sit-in anche davanti gli Uffici scolastici regionali di diverse città: a Genova il corteo aperto dai bambini, a Torino e Milano traffico bloccato, presidi a Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari. La sentenza ha stabilito che chi ha il diploma magistrale dovrà essere inserito non nelle GaE ma nelle Graduatorie d'istituto, quelle che vengono utilizzate per le supplenze annuali e temporanee. Proprio il ministro dell'Istruzione ha fatto il punto sulla situazione creatasi con la sentenza del Consiglio di Stato: "La questione delle maestre - sottolinea la Fedeli - va avanti da alcuni anni".

La sentenza, scrive Repubblica, ha a che fare con la graduatoria che avrebbe deciso chi sarebbe stato assunto prima e riguarda due fasce di docenti della scuola d'infanzia: da una parte circa sessantamila persone con il diploma che erano state inserite nelle Graduatorie a Esaurimento (cioè i maestri e le maestre che insegnano nella scuola con il vecchio titolo preso entro il 2001) e dall'altra "tutti gli aspiranti maestri e soprattutto le maestre d'infanzia che, laureate e già escluse dalle assunzioni della Buona scuola, in queste stagioni hanno attaccato l'inserimento dei magistrali avvenuto a colpi di sentenze amministrative". In piazza anche gli assunti: "dal giorno della sentenza non dormiamo più". In particolare, risulta "violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il Ministero, trattandosi di motivazioni (la recente pronuncia del Consiglio di Stato in materia di titoli per l'insegnamento) diverse da quelle avanzate dalla sigla Saese, che per prima ha proclamato lo sciopero". In caso contrario, annuncia Pacifico, la mobilitazione continuerà e partiranno nuove azioni legali, per annullare in Europa o in Cassazione la sentenza della plenaria del Consiglio di Stato.

Il Miur, intanto, ha sollecitato il parere dell'Avvocatura dello Stato e, una volta acquisito, si è detto pronto a riconvocare le organizzazioni sindacali. Sono in centinaia davanti al ministero dell'Istruzione a Roma i docenti, tante le giovani donne, che protestano contro la "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. "No ai licenziamenti di massa", chiedono le maestre, preoccupate di una possibile fine del loro contratto: "abilitate quando serve, licenziate quando conviene", ribadiscono a più voci". Insomma, la vicenda coinvolge migliaia di insegnanti: si stima il 30% delle adesioni allo sciopero. Invece di eliminare la precarietà, il Pd elimina lavoratrici e lavoratori. I Cobas partecipano. Solidale con le maestre il segretario della Lega Matteo Salvini: "La riforma della scuola sarà una priorità del nostro governo".

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