Milan, il procuratore capo Greco: "Nessun procedimento penale sulla vendita"

Rufina Vignone
Gennaio 13, 2018

Nessun fascicolo esplorativo (a modello 45, senza titolo di reato e a carico di ignoti), nè a modello 44 equindi sempre a carico di ignoti ma con un titolo di reato. Secondo i due quotidiani, la procura avrebbe avviato l'indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan sarebbe avvenuta a un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. La notizia, poi smentita, suggeriva delle presunte irregolarità nel passaggio della proprietà rossonera da Berlusconi a Yonghong Li.

Con questo titolo si è scatenata una bufera sul club rossonero e sul suo ultimo presidente, Silvio Berlusconi. De Pasquale, che già in passato aveva indagato Berlusconi per frode fiscale sui diritti tv, si diceva che stesse indagando sulla derivazione dei soldi utilizzati per l'acquisto del Milan, e tra le tante ipotesi di reato si parlava addirittura di riciclaggio.

Il procuratore capo di Milano ha affermato che l'avvocato Niccolò Ghedini, legale dell'ex premier, non ha depositato in Procura "per conto di Fininvest" alcuna carta riguardo all'operazione e ha ripetuto di non aver ricevuto alcun dossier da parte dell'Unità Informazione Finanziaria di Banca d'Italia che ha la responsabilità dei controlli. "Da dove sia partita la svolta, al momento non è ancora chiaro" - si precisa - "una traccia, si deduce, che risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong".

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