La Procura indaga sulla cessione del Milan ai cinesi

Rufina Vignone
Gennaio 13, 2018

La procura di Milano dunque, in primo piano il procuratore aggiunto Fabio de Pasquale, ha deciso di avviare sottotraccia un'inchiesta sulla vendita della società rossonera per verificarne quella legittimità dei flussi di denaro che tanto era stata discussa, già in passato, da inchieste condotte dai giornalisti (vedi quella del New York Times) che non avevano visto chiaro il passaggio di consegne tra Berlusconi e Yonghong Li. Se le ipotesi della procura fossero confermate, si configurerebbe uno dei più gravi reati di natura finanziaria, il riciclaggio appunto, che prevede una pena che oscilla tra i 4 e i 12 anni di reclusione.

Come riportano "Il Secolo XIX" e "La Stampa", i pm della procura milanese nei giorni scorsi hanno avviato un'inchiesta relativa alla cessione del Milan da Berlusconi a Yonghong Li (o meglio alla sua Rossoneri Sport Investment Lux) dello scorso 13 aprile.

Il sospetto è che la cifra di 740 milioni, che appare gonfiata e fuori mercato, si possa spiegare con il movimento di fondi in parte di illecita provenienza, per schermare il rientro in Italia di una sostanziosa cifra.

L'inchiesta della procura va ad aggiungersi a tutte le vicende poco chiare che hanno caratterizzato la vendita del Milan, sin dalle sue primissime battute.

Proprio per questo motivo l'avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, aveva presentato alla Procura una documentazione attestante la lecita provenienza dei soldi che sarebbero confluiti nella casse del suo assistito. I magistrati sarebbero venuti in possesso di nuovi documenti che, secondo quanto scrive 'La Stampa', getterebbero ombre sull'intera operazione.

Che Berlusconi si volesse liberare del Milan era cosa nota da tempo. Chi è veramente Yonghong Li? Ora la parola passa alla Procura di Milano che dovrà far luce sui tanti dubbi emersi in questi mesi.

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