Immigrati, Trump: ''Basta gente da posti di m...''

Bruno Cirelli
Gennaio 13, 2018

A raccontare per primo quanto accaduto durante il meeting svoltosi attorno alla scrivania presidenziale e' stato il Washington Post, che ha raccolto le testimonianze di alcuni dei presenti e le ha pubblicate illudendosi di mettere imbarazzo la Casa Bianca, rimediando invece la solita figura barbina.

Fulmini, saette, tuoni. Come ampiamente previsto. Un'espressione volgare e poco rispettosa, quella di 'shithole countries' usata dal presidente, e che subito ha scatenato polemiche. "Abbiamo bisogno del muro col Messico per la sicurezza, e la sicurezza è la priorità numero uno", ha quindi aggiunto Trump.

Lo scopo è quello di scoraggiare la Russia a proseguire nello sviluppo di testate miniaturizzate; gli Stati Uniti hanno accusato Mosca di sviluppare missili da crociera lanciati a terra che violano il trattato sulle forze nucleari intermedio, Inf, del 1987; accusa che Mosca ha definito falsa, riporta Sputnik.

Come evidenzia il New York Times, il ricorso ad un termine così scurrile -non smentito dalla Casa Bianca- costituisce da solo un elemento meritevole di attenzione, una notizia che va riportata integralmente. Durissima, ma a metà. "Presidente Trump, un giorno ti condurrò in un paese 'di merda' chiamato Ghana - ha scritto Edmond Prime Sarpong su Facebook - la prima tappa sarà composta dal Castello di Osu, dal Castello Elmina e dagli oltre 40 forti dove sono stati detenuti circa 30 milioni di schiavi, picchiati e imbarcati come barattoli di sardine, e poi ti racconterò la storia dell'Africa e perché le persone come te hanno reso quel continente 'di merda'". Pare proprio di no. Ha semplicemente interpretato il pensiero dei migranti che infatti, da quei paesi, non vedono l'ora di fuggire per sbarcare negli USA o in Europa.

Sin dall'inizio della sua presidenza Trump ha attaccato l'accordo, considerato una delle vittorie più importanti di Barack Obama, sostenendo di volerlo rinegoziare. Secondo lui, Trump rigetterà sempre misure temporanee, deboli e dannose che mettono in pericolo le vite degli americani e mettono a repentaglio i migranti che cercano negli Stati Uniti una vita migliore attraverso un processo legale, accettando soltanto un accordo sull'immigrazione che affronti "in modo adeguato" il sistema della lotteria di visti e la 'Chain migration', un sistema che consente a un familiare legalmente residente in America di sponsorizzarne un altro.

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