Gene Angelina Jolie: non aumenta la mortalità del tumore

Barsaba Taglieri
Gennaio 13, 2018

Svolta sulle mutazioni di Brca 1 e 2, detti ormai da molti "geni Angelina Jolie": non influiscono sulla possibilità di sopravvivenza della paziente oncologica. Per questo motivo l'attrice ha deciso di giocare d'anticipo e farsi asportare preventivamente entrambi i seni e le ovaie.

Rischio morte. Lo studio recente ha scoperto che le donne malate di cancro al seno e portatrici dei geni mutati non rischiano di più di morire rispetto alle donne malate che non sono portatrici di questo gene mutato. La scelta della Jolie aveva dato visibilità alla pratica, tant'è che negli Stati Uniti si era assistito ad un vero e proprio boom di mastectomie. Per uno studio pubblicato su Lancet Oncology non c'è differenza tra la mortalità di chi sviluppa un tumore al seno e ha o no il Dna mutato, un'iniezione di speranza dati gli alti tassi di guarigione attuali.

La ricerca ha esaminato per l'esattezza i dati di 2733 donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni, tutte con diagnosi di tumore al seno. Inoltre, le donne portatrici non rischiano di più eventuali recidive: per le pazienti 'under 40' le chance di sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi sono le stesse delle pazienti senza i geni Brca1 e 2 mutati.

"Questo ci dice che l'intervento radicale non deve essere fatto subito, insieme agli altri trattamenti - sottolinea alla Bbc Diane Eccles, l'autore principale -, anche se probabilmente la mastectomia può dare benefici a lungo termine, venti o trent'anni dopo la diagnosi iniziale".

Ciò significa che l'intervento non debba essere fatto?

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