Aborto, in Italia 7 ginecologi su 10 sono obiettori

Barsaba Taglieri
Gennaio 13, 2018

In diminuzione le interruzioni di gravidanza volontarie, per la prima volta il valore scende al di sotto dei 60.000 per le cittadine italiane. Presentata nei giorni scorsi, la relazione individua una riduzione del 3,1% del numero complessivo di interruzioni volontarie di gravidanza rispetto all'anno precedente. I dati emergono dalla relazione annuale del ministero della Salute sull'applicazione della Legge 194 del 1978. La diminuzione risulta meno marcata per la fascia d'età 15-16 anni: un fenomeno legato all'aumento per le giovanissime del numero dei partner e all'inizio sempre più precoce dei rapporti sessuali.

Da gennaio 2016 all'ottobre 2017, il numero di aborti eseguiti è stato complessivamente di 84.926. Rispetto al 1982, anno in cui fu registrato il valore più alto in Italia con 234801 aborti, il dato si sarebbe dimezzato. Il calo non è una novità, segue una tendenza che va avanti da tre anni, anche se quest'anno è di entità minore rispetto al 2014 e al 2015.

Le ragazze italiane ricorrono di meno all'interruzione volontaria di gravidanza, tra le minorenni, il tasso di abortività per il 2016 èstato pari a 3.1 per 1000. Sempre dalle informazioni fornite dalle Regioni al ministero della Salute, emerge che le giovanissime di età compresa tra i 15 e i 20 anni, mostrano un andamento diverso rispetto a quello di altre fasce d'età. Questo fa sì che la frequenza dei rapporti sessuali e il numero dei partner siano inferiori rispetto ai coetanei di altri Paesi europei. Come denunciato dall'Associazione Luca Coscioni: "Quando si afferma che in alcune regioni un maggior numero di ginecologi obiettori di coscienza si associa ad una diminuzione dei tempi di attesa, ci si dovrebbe chiedere se questo dato non sia correlabile al ricorso a metodiche fai da te in ambienti nei quali l'accesso alla procedura è ostacolato dall'elevato numero di obiettori di coscienza", spiega Filomena Gallo. "Il maggior decremento osservato nel 2015, in particolare tra il secondo e terzo trimestre, potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina AIFA del 21 aprile 2015 che elimina, per le maggiorenni, l'obbligo di prescrizione medica dell'Ulipristal acetato (ellaOne), contraccettivo d'emergenza meglio noto come "pillola dei 5 giorni dopo", commenta il ministro Beatrice Lorenzin nella sua introduzione. Stesso discorso per la "pillola del giorno dopo": tolto l'obbligo di prescrizione medica del Levonorgestrel (Norlevo), nel 2016 quest'ultimo ha registrato un dato di vendita pari a 214.532 confezioni, in aumento di quasi 53mila rispetto al dato del 2015 (161.888). "I consultori di fatto sono sempre meno, con equipes incomplete, mortificate e ridotte all'osso, impossibilitate a svolgere quel ruolo specifico definito dalla legge 405 del 75 e fondamentale per una reale azione di prevenzione del ricorso alla Ivg".

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