Un miliardo per i supercomputer

Paterniano Del Favero
Gennaio 12, 2018

Un supercomputer in salsa europea che richiederà, entro il 2020, un investimento di circa 1 miliardo di euro di finanziamenti pubblici. "I supercomputer sono necessari per elaborare quantità sempre maggiori di dati e apportare benefici in molti settori della società, dalla sanità e dalle energie rinnovabili fino alla sicurezza dei veicoli e a quella informatica - spiega la Commissione Ue in una nota -".

Al progetto finora partecipano 13 Stati membri, fra cui l'Italia. Investire in questo settore significa cercare di posizionarsi sempre un passo avanti ai competitor, significa essere innovare ed essere indipendenti, quindi più competitivi sui mercati. Allo stato attuale delle cose infatti, scienza e industria europea elaborano i loro dati al di fuori dell'UE, non avendo a disposizione in loco dei computer in grado di garantire determinate prestazioni e tempistiche di calcolo. "Questa mancanza di indipendenza minaccia la vita privata, la protezione dei dati, i segreti commerciali e la proprietà dei dati, con particolare riguardo alle applicazioni sensibili". L'impresa comune, che opererà nel periodo 2019-2026, supportata da una propria struttura legale e di finanziamento, è orientata all'implementazione in tempi rapidi, in tutta Europa, di un'infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni per l'High Performance Computing (HPC), cioè la capacità di calcolo ad elevate prestazioni. Bisognerà però prepararsi anche alla prossima frontiera, la prestazione esascala (un miliardo di miliardi di calcoli al secondo) che si prevede sarà raggiunta tra il 2021 e il 2022. La misura odierna presa da Bruxelles è tesa anche stimolare la digital economy europea e in particolare la data economy continentale: "I supercomputer sono il motore per alimentare l'economia digitale".

Del miliardo di euro previsto, 486 milioni saranno finanziati direttamente dall'Unione Europea, che saranno affiancati da "un ammontare simile da parte degli stati membri e dai Paesi associati". La concorrenza è accanita e oggi l'Unione Europea sta rimanendo indietro: nessuno dei nostri supercomputer figura nella classifica mondiale dei primi dieci. Possono aiutarci a sviluppare una medicina personalizzata, a risparmiare energia e a contrastare i cambiamenti climatici in modo più efficiente - sottolinea Mariya Gabriel, commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali -. "L'iniziativa EuroHPC mira a dotare, entro il 2020, i ricercatori e gli imprenditori europei di capacità a livello mondiale in questo settore, al fine di sviluppare tecnologie come l'intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro, ad esempio nei settori della sanità, della sicurezza o dell'ingegneria", ha dichiarato Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale. "Una migliore infrastruttura europea di supercalcolo offre un grande potenziale per la creazione di posti di lavoro ed è un fattore chiave per la digitalizzazione dell'industria e per aumentare la competitività dell'economia europea", ha aggiunto.

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