Frode sui carburanti, nove arresti e cinque distributori sequestrati a Palermo

Bruno Cirelli
Gennaio 12, 2018

PALERMO, 12 GENNAIO- Arrestate stamani a Palermo nove persone, sequestrati cinque distributori di carburante e notificati tredici obblighi di presentazione (otto dei quali con obbligo di soggiorno) dalla Guardia di Finanza. I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal Gip del Tribunale di Palermo. In tutto sono 43 i soggetti denunciati all'autorità giudiziaria e ritenuti membri di una associazione per delinquere dedita al trasferimento fraudolento di valori, alla frode in commercio, alla frode fiscale e alla commissione di altri reati. Gli arrestati sono Danilo Lazzarotto e Rosario Montagna, mentre ai domiciliari sono finiti Giorgio Vernengo, Cosimo Vernengo, Natale Di Cristina, Carmelo Munzone, Filippo Tirendi, Alessandro Primo Tirendi e Eugenio Barbarino.

"Le investigazioni - spiega la Guardia di Finanza in una nota - hanno avuto origine da una verifica fiscale condotta nel 2013 nei confronti di uno dei distributori coinvolti". Sarebbe emerso anche il ruolo importante ricoperto da persone vicine all'associazione criminale, come Cosimo Vernengo. I baschi verdi hanno scoperto che il sistema di misurazione delle quantità erogate di carburante, dei distributori, era stato manomesso, in questo modo, i rifornitori potevano vendere ai loro clienti una quantità inferiore di combustibile rispetto a quanto appariva.

I successivi accertamenti hanno permesso di confermare l'esistenza di una associazione per delinquere che, attraverso una fittizia intestazione a prestanome (compiacenti) di una serie di distributori, ha realizzato una frode fiscale particolarmente consistente "se si pensa - dicono i finanzieri - che sono state emesse fatture per operazioni inesistenti per quasi 38 milioni di euro ed è stato causato un danno allo Stato derivante dal mancato incasso di Iva per quasi 7 milioni di euro".

I finanzieri hanno, inoltre, accertato un'evasione delle imposte sui carburanti e lubrificanti per circa 2 milioni e mezzo di euro, realizzata non solo attraverso l'alterazione dei misuratori degli impianti di distribuzione, ma anche grazie all'importazione illecita dell'olio lubrificante dall'Albania e alla vendita di gasolio destinato al rifornimento delle navi, esente da accisa, come normale carburante per auto.

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