Cutrone, il padre: "L'interesse dell'Inter? Nessun rimpianto, il Milan fu più deciso"

Rufina Vignone
Gennaio 12, 2018

Intervistato dalla redazione de La Gazzetta dello Sport, il padre di Patrick Cutrone, attaccante del Milan, ha fatto chiarezza sulla vicenda. "Non me l'aspettavo a inizio stagione ma io in questi mesi ho lavorato in ogni allenamento per mettere in difficoltà il mister". Il ricordo più bello? Quella che ora è pronta a premiare ulteriormente il suo lavoro e a blindarlo con un nuovo rinnovo: a maggio era arrivato il primo contratto da giocatore della prima squadra, a settembre un piccolo adeguamento, presto ne dovrebbe arrivare un altro per migliorare il suo ingaggio e ribadire un concetto. La testa pensava continuamente all'azione del gol, all'esultanza e al dopo partita: "è stata un'emozione indescrivibile". 'Duracell' lo chiamano gli amici, 'tarantolato' lo definisce il suo attuale allenatore Gattuso: questa la dote principale che Cutrone si porta dietro fin dal settore giovanile, un agonismo e una ferocia (sportiva) che non si vedono tutti i giorni e che lo hanno reso un modello di riferimento per i più giovani del vivaio rossonero. Come me hanno fatto tanti sacrifici.

Per Abbiati, Cutrone ha la chance di ripercorrere la carriera di Inzaghi.

Cutrone, il padre:

Donnarumma e Cutrone sono la base per il Milan del futuro? Inzaghi mi piaceva tantissimo per la voglia di fare gol e di non mollare mai. L'impegno è alla base di tutto e se la squadra ti vuole bene poi i compagni ti aiutano segnare. E noi giovani dobbiamo dimostrare che possiamo cavarcela anche in una grande squadra, senza passare da squadre minori. Il ruolo in cui mi esprimo meglio? Il mio ruolo preferito però è quello della punta centrale.

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