Compostatori, etichette sacchetti bio siano compostabili

Paterniano Del Favero
Gennaio 12, 2018

Nel nostro giro nei punti vendita di 10 insegne della grande distribuzione tra Milano e provincia (vedi qui) nei giorni successivi l'entrata in vigore della legge che obbliga i supermercati a mettere in vendita nei reparti ortofrutta gli ormai famigerati sacchetti biodegradabili e compostabili, l'avevamo notato anche noi: solo Esselunga comunica alla propria clientela che le etichette con il prezzo della merce da attaccare classicamente ai sacchetti dopo aver pesato la merce sono anch'esse compostabili.

A partire dal 1° gennaio 2018, tutte le buste, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri, compresi quelli che si usano per pesare la frutta e la verdura, i prodotti di gastronomia e panetteria, devono essere biodegradabili e compostabili, oppure, qualora siano formate in materiale ultraleggero (spessore della singola parete inferiore a 15 micron) contenere un quantitativo minimo di materia prima (plastica) rinnovabile non inferiore al 40%.

Le etichette rappresentano effettivamente una criticità a cui sarebbe importante dare una risposta. Alcuni supermercati, come Lidl, risolvono il problema in altri modi, visto che la frutta e la verdura vengono pesate alla cassa e il costo viene aggiunto direttamente sullo scontrino, senza passare per le etichette. "Gli impianti - aggiunge il Cic - sono attrezzati a rimuoverle, tuttavia l'utente sensibile può toglierle prima di utilizzare il sacchetto per la raccolta dell'umido".

Un sacchetto strappato, ancorché non più a tenuta, può essere comunque conferito nel flusso dell'organico destinato al compostaggio (o digestione anaerobica abbinata al compostaggio) perché biodegradabile e compostabile.

Per la raccolta dell'organico devono essere utilizzati solo sacchetti certificati a NORMA UNI EN 13432 realizzati in carta o in bioplastica.

Per riconoscere un sacchetto conforme alla legge bisogna controllare se riporta le scritte "biodegradabile e compostabile", quella dello standard europeo EN 13432:2002 e la certificazione di compostabilità.

Si tratta, spiegano dal Consorzio, di "un materiale che risulta 'indigesto' ai microorganismi che trasformano gli scarti alimentari e verdi in compost".

"La Legge recentemente approvata ha un obiettivo condivisibile, in quanto mira a diminuire la presenza di plastica ultraleggera sostituendola con sacchetti compostabili. Per farlo però serve che la Regione faccia la sua parte".

Un altro elemento fondamentale per un buon riciclo, e questo vale per tutte le filiere, dalla carta alla plastica, dal vetro all'alluminio, è la qualità della raccolta differenziata: per una buona raccolta dell'umido è indispensabile abbassare il più possibile elementi indesiderati non compostabili.

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